PlayerInside.it intervista Justin Richmond di Uncharted 3

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PlayerInside.it all’evento stampa di Uncharted 3 a Milano

 

 

Una grande eredità e la consapevolezza di dover confrontarsi contro un pubblico sempre affamato. Il fardello che Naughty Dog ha avuto durante lo sviluppo di Uncharted 3: Drake’s Deception (o L’inganno di Drake in italiano) è stato pesante ma sembra che, ancora una volta, gli autori di Crash Bandicoot e Jak & Daxter siano riusciti a soddisfare le aspettative.

 

Milano è stata sede della presentazione ufficiale del gioco in attesa della pubblicazione italiana prevista per il 2 novembre. Presenti in forma giocabile un paio di breve sessioni estrapolate dal livello “Chateau” e “Cargo Plane”. Si tratta di due spezzoni di gioco già noti al pubblico che ha avuto modo di assaporarli attraverso i numerosi video distribuiti da Sony Computer Entertainment e Naughty Dog. Spezzoni brevi ma molto intensi. L’atmosfera “alla Indiana Jones” che compie una missione impossibile superando innumerevoli ostacoli permane, pur riuscendo a stupire con nuova intensità. Frenesia dell’azione ma anche tanto humour sono rimasti gli elementi cardine di un prodotto da molti definito come un eccezionale connubio tra cinema e videogioco, l’anello mancante.

 

Ai giornalisti intervenuti all’evento, tra cui noi, è stata concessa l’opportunità di intervistare Justin Richmond, game director del gioco, che con molta disponibilità ha risposto con chiarezza alle nostre domande.

 

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All’evento erano presenti non solo giornalisti e addetti al settore, ma anche alcuni fortunati vincitori di vari concorsi indetti in Rete

 

PlayerInside: Uncharted 2 ha vinto molti premi come “gioco dell’anno”. Secondo la tua opinione, siete riusciti a superarlo con Uncharted 3?

Justin Richmond: Lo spero! (ride) E’ molto difficile perché Uncharted 2 è fantastico. E’ stato un quadro generale praticamente perfetto: il gruppo di persone giusto, il momento giusto, il gioco giusto, come per il primo Uncharted. Con Uncharted 2 abbiamo fatto alcuni grandi passi in avanti in termini grafici, narrativi e in altri aspetti. Era il gioco che l’industria voleva in quel momento e mi sento molto fortunato ad avere avuto l’opportunità di lavorare a questo titolo. Penso che Uncharted 3 sia un gran gioco, abbiamo introdotto piccole cose che nel precedente non avremmo potuto fare ma sinceramente non saprei dirti se abbiamo realizzato un gioco migliore, io spero di sì. Ogni volta ci impegnamo al massimo per raggiungere il miglior risultato possibile.

 

PlayerInside: Riguardo a questo, quanto è importante lavorare in esclusiva per poter raggiungere eccellenti risultati grafici?

Justin Richmond: Penso che riusciamo a lavorare così bene solo perché lo facciamo su un’unica console. La quantità di tempo che usiamo per realizzare un gioco su PlayStation 3 è sfruttata al meglio, perché non dobbiamo preoccuparci di svilupparlo anche per PC o Xbox 360. Siamo stati fortunati a dover lavorare in esclusiva.

 

PlayerInside: Nathan Drake si è evoluto tra il primo e il secondo capitolo. Cosa dobbiamo aspettarci da lui in questo terzo episodio?

Justin Richmond: Non voglio dirtelo, ma conoscerete molte cose su di lui, sul suo carattere e i motivi che l’hanno reso ciò che è. Conoscerete molto anche sugli altri personaggi del franchise come Sullivan ed Elena; il loro rapporto con Drake è più sviluppato in Uncharted 3. Conoscerete molto su esso.

 

PlayerInside: In Uncharted 2 le sequenze d’azione erano numericamente superiori a quelle di risoluzione degli enigmi. In Uncharted 3 avete bilanciato questo rapporto o avete ancora preferito le fasi più adrenaliniche?

Justin Richmond: Penso sia più bilanciato. E’ un ottimo bilanciamento di molti elementi: azione, esplorazione, storia, enigmi. Penso sia un ottimo minestrone.

 

PlayerInside: Cosa ti piacerebbe realizzare dopo Uncharted 3?

Justin Richmond: Non saprei. Il nostro studio si riunirà nei prossimi mesi e pianificherà il prossimo progetto. Per quanto riguarda Uncharted ci sarebbe anche molto di cui raccontare, ma molte persone vogliono lavorare su qualcosa di diverso. Personalmente non so, ci sono un sacco di cose interessanti che potremmo fare.

 

PlayerInside: Che generi ti piacerebbe esplorare?

Justin Richmond: Sicuramente adoro il personaggio di Drake. Realizzare Uncharted è qualcosa di fantastico e mi piacerebbe molto poter lavorare ancora con questa serie perché ci sono molte cose che vorrei fare. Però come ti ho detto vorremmo fare anche qualcosa di diverso, potrebbe essere un gioco spaziale o un TPS (ride), sinceramente non lo so.

 

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Una presentazione davvero suggestiva e a tema

 

PlayerInside: Il valore del multiplayer aumenta ogni giorno. Secondo la tua opinione, quali sono gli elementi più importanti che un game designer deve tenere a mente per assicurarsi che i giocatori rimangano attratti per mesi e mesi dopo la pubblicazione del gioco?

Justin Richmond: Credo innanzitutto che si debba proporre qualcosa di nuovo. Non puoi semplicemente realizzare uno sparatutto generico e aspettarti che la gente ci giochi, perché giocheranno tutti a Call of Duty. Call of Duty, per esempio, fa il suo lavoro egregiamente: sono riusciti a creare un sistema che riesce a fidelizzare i giocatori molto velocemente, li tiene aggrappati. Penso che un game designer debba essere consapevole che deve riuscire a tenere vivo l’interesse del giocatore per lungo tempo. E non si tratta di una cinquantina di giocatori, ma di moltissimi. Quindi si tratta di fare abbastanza per mantenerli fissi sul gioco, far sì che continuino a giocare. Inoltre gli hardcore gamers sono fantastici, ma ormai non rappresentano più l’unico pubblico e c’è da tenere conto anche di questo.

 

PlayerInside: Siete soddisfatti dei risultati raggiunti dal 3D con questo gioco?

Justin Richmond: Sì, penso che i risultati raggiunti siano fantastici e non penso che altri abbiano realizzato qualcosa che si avvicini al nostro risultato. Sono super-orgoglioso di quello che abbiamo fatto.

 

PlayerInside: In generale cosa ne pensi di questa tecnologia (il 3D)?

Justin Richmond: Penso sia eccezionale, ti fa sentire come se fossi accanto a Drake, all’interno di quelle ambientazioni. Non penso si adatti a tutti i generi di gioco, ma nel nostro caso è stata eccezionale.

 

PlayerInside: Secondo te è stato troppo presto per il 3D in questa generazione?

Justin Richmond: Non so, tutte le TV che puoi comprare ora supportano il 3D. Non penso sia stato troppo presto, noi siamo riusciti a introdurla bene e credo che anche altri giochi ci siano riusciti.

 

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Durante l’evento è stato possibile provare con mano il gioco