Global Game Jam di Catania – Resoconto e considerazioni

A Catania, tra il 29 e il 31 gennaio 2010 si è svolto il Global Game Jam. Moltissimi programmatori, artisti, sceneggiatori e semplici appassionati si sono riuniti, hanno formato delle squadre, e sulla base di alcuni indizi (“A key, A Donkey, A Monkey” – una chiave, un asino, una scimmia) hanno creato qualcosa. Qualcosa, sì, perché ciò a cui i giovani (chi più chi meno) hanno partecipato, è stato un importante contributo al mondo del videogioco in Italia in generale, dal punto di vista di chi il gioco lo crea.

Sì, perché conferenze, convention e festival a parte, tutti eventi graditi ma pochi veramente interessanti, sono i programmatori nostrani che devono essere incentivati in ogni modo. E certo, se la prosperità di un settore come quello del videogioco, checchè se ne dica, in Italia è tutt’altro che a buoni livelli, è altrettanto vero che diversi programmatori e “addetti al settore” del nostro Bel Paese sono fuggiti all’estero, laddove c’è lavoro in questo campo, laddove il videogioco viene considerato un reale business, una vera fonte di guadagno dunque, ma anche un mezzo di espressione artistica e prodotto culturale d’eccellenza. Veramente. Non in Italia.

Perché il videogioco venga considerato reale espressione culturale ed artistica, si deve partire proprio dai programmatori, dai creativi, da coloro che, alla fine dei conti, il gioco lo realizzano. E se in Italia i meriti vanno tutti solo ad uno o due team, è proprio perché non si investe sui giovani, su coloro i quali erano presenti in massa al Global Game Jam di Catania e, ne siamo certi, anche a quello di Genova.

Organizzare l’ennesima fieretta in stile Expo Bit o Smau Sicilia sarebbe stato poco costruttivo. E siccome in Italia si tende a puntare più sulla pubblicità che sulla creatività, notare che un evento come il Global Game Jam di Catania sia riuscito a balzare agli occhi anche di coloro i quali non fossero strettamente interessati all’argomento fa capire come questo, certo in controtendenza, sia stato ben riuscito e un ottimo risultato per Catania e per l’Italia in generale.

Serve questo. Serve il Global Game Jam. Serve far vedere che in Italia i talenti ci sono, anche se questi ultimi, purtroppo, dovessero scegliere di fuggire all’estero in cerca di gloria.

Noi di PlayerInside, ovviamente, siamo stati ad intervistare alcuni ragazzi che hanno partecipato. Abbiamo intervistato un paio di programmatori (i catanesi Gianluca Mihai Guran e Giuseppe Navarria, il napoletano Ciro Continisio) e uno sceneggiatore (Leonardo Pennisi, di Catania). I ragazzi, di età compresa tra i 19 e i 25 anni, erano tutti intenti a svolgere il loro lavoro nel migliore dei modi, non senza palesare un filo di stanchezza (alcuni di essi avevano trascorso la notte in aula!) e, sulla base del tema sopraccitato, (una chiave, un asino, una scimmia) ognuno di essi stava offrendo il proprio contributo. C’era chi creava minigiochi ad esito casuale che potessero essere inseriti nel gioco da sviluppare in seguito, c’era chi creava disegni preparatori, c’era chi pensava ad una sceneggiatura, ad un background per il gioco.

Senza entrare nel merito del lavoro svolto, conclusosi poi giorno 31 gennaio con risultati esaltanti per ognuno dei partecipanti (tra di loro anche alcune ragazze), l’entusiasmo e l’euforia per ciò che stava prendendo corpo erano sentimenti unanimi. Tutti i partecipanti, persino coloro i quali potevano sembrare più stanchi e stremati, in realtà erano esaltati, convinti di fare qualcosa che di sicuro avrebbe smosso le acque. Sì perché il Global Game Jam è stato anche una bella vetrina d’esposizione per tutti, poiché all’evento hanno preso parte alcuni talent scout, fra cui Domenico Barba del celeberrimo (e sicilianissimo, di Messina) Na.p.s. Team (Gekido, Shadow Fighter) presente tra i tavoli dei programmatori, intento a scambiare amichevolmente qualche parola con ognuno dei partecipanti, in un clima di generale simpatia e sano coinvolgimento. Barba ci è sembrato molto entusiasta dell’evento, anche se non ci ha voluto rivelare se tra i partecipanti ci fosse qualcuno particolarmente interessante (magari non ce n’erano o magari non ce l’ha voluto dire), né ci ha voluto svelare il significato dell’acronimo Na.p.s. (che noi sapevamo avere dei risvolti un po’ volgari, ma simpatici), ma ci ha fatto sapere che proprio il suo team è al lavoro su un casual game per Wii prodotto da Ubisoft. Nonostante una nostra iniziale diffidenza nei confronti di un team che produceva capolavori per puri hardcore (i già menzionati Gekido e Shadow Fighter), adesso invece alle prese con un gioco “per tutti”, per di più su Wii, in realtà il buon Domenico ha poi provveduto a dissipare tutti i dubbi sostenendo che proprio per un team abituato a produzioni “toste” sviluppare casual è una bella sfida. E diciamo che ci limitiamo a crederci, non fosse altro che per il profondo rispetto che ci lega ai ragazzi di Na.p.s.

Global Game Jam è stato davvero un evento azzeccato. Che si faccia attenzione: non è stato un evento di massa, qualcosa di particolarmente affollato o chissa cos’altro. Ma era un vero passo verso la responsabilizzazione e verso una reale cultura del videogioco in Italia, per di più gratuito.

PlayerInside ci tiene a ringraziare l’organizzatore e responsabile dell’evento, Salvatore Mica, e la facoltà di ingegneria per l’organizzazione e la disponibilità.

La determinazione e la costanza di Salvo Mica, reale appassionato di videogiochi e di sviluppo degli stessi, hanno fatto sì che un evento del genere potesse prendere corpo nel capoluogo etneo, finora tutt’altro che classica meta per eventi legati all’intrattenimento videoludico ma, almeno per qualche giorno (e si spera anche in futuro) punto di riferimento per il Sud Italia.

Per il programma completo sul Global Game Jam di Catania vi rimandiamo a questo link

Vi segnaliamo il sito di e-ludo interactive, società fondata proprio dal buon Mica, per maggiori informazioni e vi lasciamo alle immagini dell’evento (courtesy of E-ludo Interactive Facebook Group).

Eccovi, infine, il canale su Youtube di e-ludo interactive.

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