PIATTAFORMA: SEGA MASTER SYSTEM/MASTER SYSTEM II ANNO: 1988
SVILUPPATORE: SEGA
Dopo aver sconfitto un malvagio stregone nel primo, discutibile, episodio, il ragazzo prodigio giunge, senza apparente motivazione, a Monster Land, disarmato e senza adeguate protezioni. Di lì a poco incontrerà un indovino che lo doterà di una spada e di una pozione in grado di fargli recuperare tutta la salute. Così ci ritroveremo nella landa dei mostri, senza ragione, a far fuori i nemici che ci si pareranno dinanzi (tutti simpatici e paciocconi, per la verità) per proseguire così fino a giungere al temibile drago che soggioga il mondo intero e sconfiggerlo.
Ciò che mi ritorna in mente di Wonder Boy in Monster Land è la sua voglia di cambiare radicalmente rispetto al primo, ridicolo episodio, mero plagio di Adventure’s Island.
La seconda iterazione di uno dei più riusciti e bistrattati brand di Sega rappresentava per me il primo vero titolo che avesse proposto un cenno di commistione di generi, ovvero il gioco di ruolo, l’action e il platform. Ognuno di questi tre aspetti è stato curato particolarmente bene, anche se sul versante gioco di ruolo si sarebbe potuta porre maggiore attenzione, poiché non è possibile scegliere quali armi equipaggiare, quali armature e stivali indossare, in quanto ogni acquisto sovrappone quello precedente ed ogni accessorio è equipaggiato automaticamente, senza possibilità di passare in rassegna l’inventario e selezionarne uno in particolare.
Pessima l’idea di Sega di concepire una console (il Master system II) che includesse il tasto di pausa sul corpo della stessa macchina, utile per richiamare l’inventario, risparmiando spazio sul controller, che risulta essere così mutilato rispetto alla controparte per NES.
L’unico modo per avanzare nel gioco è bussare su delle porte. Non si fa altro che bussare per tutto il tempo, sia sulle porte dei negozi, utili per comprare accessori e per curarsi, mentre per recuperare delle armi potenziate l’unica via è di bussare sulla porta di un boss facoltativo, sconfiggerlo e ottenere il tanto agognato ferro. La sola arma a disposizione, tuttavia, è sempre una spada, di volta in volta potenziabile, che rimane identica nella forma (cambia solo il colore dell’impugnatura).
La sensazione di avere dinanzi un gioco più grande e importante rispetto a quanto giocato fino ad allora su una console come il Master System, povera di titoli di rilievo, è adesso in parte amplificata dalla nostalgia accumulata nel corso degli anni, tanti, ma mai troppi per dimenticare di aver ricevuto il gioco in regalo per il mio onomastico, quando avevo ancora solo nove anni e uno spirito di critica davvero ai minimi livelli.
In verità, c’erano alcune cose che facevano proprio girare le scatole, ovvero il backtracking e, soprattutto, le clessidre. Il ragazzo prodigio, molto più simile ad un bimbo per la verità, si ritrovava spesso ad affrontare gli stessi boss, tutti anonimi e riproposti con colori e abilità alternative, ma in ogni caso ripetuti nel prosieguo del gioco. Inoltre, ogni stage era incalzato da alcuni limiti di tempo, inopportuni e tediosi, che al loro scadere facevano scendere di mezzo cuoricino, spesso essenziale, la salute di Wonder Boy.
Forse, Wonder Boy in Monster Land privilegiava troppo il carattere platform di alcuni stage, costringendo spesso il giocatore a ricorrere a stivali più performanti per poter saltare meglio da una piattaforma all’altra, cercando di non appesantirsi eccessivamente con delle protezioni troppo gravose. Un backtracking talvolta abusato è da intendersi come uno dei punti deboli del gioco, che per il resto riesce ad avvincere, a convincere e ad esaltare dall’inizio alla fine, con qualche sporadico calo dell’entusiasmo in alcuni dei livelli, caratterizzati da un design non eccellente.
Se non avete mai giocato a Wonder Boy in Monster Land, fatelo subito, considerando che adesso è disponibile anche su Virtual Console di Nintendo Wii. Non sarà stato proprio un pezzo di storia del videogioco e senza dubbio non può essere paragonato ad altri titoli dello stesso genere che nel medesimo periodo hanno goduto di un successo maggiore di critica e pubblico, ma il ragazzo prodigio merita la vostra attenzione, porta dopo porta.
Livello di nostalgia: ALTO
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Commenti
tuttavia il gioco lo trovi su Virtual Console di Nintendo Wii, oppure mediante emulatori (in quest'ultimo caso non si tratta di una cosa legale però).
Un saluto!
Sono contento di averne potuto parlare
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