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Diablo III [Review]

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Diablo III - copertina Piattaforma: 
Versione Analizzata: 
Genere: 
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Giocatori: 
Data d’uscita in Italia:
Sito Ufficiale
PC
PC
Action RPG
Blizzard
Activision Blizzard
Activision
Italiano
1-multi
15 Maggio 2012
 
PEGI 18

 

Che la serie Diablo sia l’incarnazione per eccellenza degli hack&slash isometrici è un dato di fatto, inutile girarci intorno. Nel corso degli anni in tanti hanno esplorato il genere, anche con titoli di indubbio valore, ma nessuno è riuscito a conquistare tanti fan come il gioco Blizzard.

L’attesa, dunque, era altissima, e l’uscita si è trasformata inevitabilmente in un evento. Evento che ha dato i suoi frutti, con tre milioni e mezzo di copie vendute in 24 ore e oltre sei milioni nella prima settimana, un risultato notevole soprattutto perchè riferito al mercato PC, spesso bistrattato dai grandi publisher.

Un successo meritato?

Diablo III si propone al pubblico come un grande omaggio ai tanto amati predecessori, ma senza per questo rivelarsi una sorta di remake come all’epoca in molti bollarono Starcraft II, altro campione d’incassi di casa Blizzard.

Se ritroviamo la visuale isometrica, aggiornata con una nuova scintillante grafica poligonale, la telecamera rimane fissa, senza alcuna possibilità di manovra e lo stesso sistema di controllo non propone nulla di diverso dal clasico punta e clicca, con le varie abilità attive e passive da assegnare ai pulsanti del mouse e ai tasti sulla tastiera.

Orde di nemici demoniaci da abbattere, loot, tanto loot da raccogliere alla ricerca dell’arma o dell’oggetto più potente per poi sbarazzarsi del superfluo dai mercanti.

Diablo III - Recensione

Il monaco ha un'elevata spiritualità, ma questo non gli impedisce di prendere i nemici a calci

Sul fronte dell’evoluzione del personaggio, invece, ci sono alcuni cambiamenti.

Eliminati i punti esperienza da assegnare a caratteristiche come forza, abilità, destrezza e così via, il nostro alter ego farà crescere automaticamente le proprie statistiche ad ogni passaggio di livello, lasciando a noi la possibilità di modificarle tramite l’equipaggiamento, con quella particolare corazza rara che ci da +10 Forza, o quella bacchetta che ci garantisce un +12 all’Intelligenza.

Un passo indietro, dunque? Dal mio punto di vista no.

In un gioco di ruolo estremamente votato all’azione come Diablo, l’assegnazione dei punti era quasi a senso unico, se si voleva costruire il personaggio migliore, e in molti non facevano altro che cercare online consigli per le build più efficaci. Blizzard, dunque, elimina questo aspetto di cui personalmente non ho sentito la mancanza, puntando su altri fattori per la personalizzazione del nostro eroe.

Le cinque classi disponibili (Barbaro, Mago, Monaco, Cacciatore di Demoni, Sciamano) hanno a disposizione sei slot di abilità attive, due legati ai pulsanti destro e sinistro del mouse e le restanti sui tasti dall’1 al 4 sulla tastiera.

Tali abilità vengono sbloccate automaticamente con il salire di livello ed è possibile modificarle tramite le Rune, con le quali potenziare e ampliare le caratteristiche di base a seconda delle proprie esigenze e del proprio stile di gioco.

È dunque possibile possedere tutte le abilità disponibili per la propria classe e scegliere in ogni momento a quale tasto assegnarla. Discorso simile per le rune ma, pur potendo selezionarle liberamente, è possibile attivarne solo una per volta.

Per i primi livelli le scelte saranno forzate ma pian piano che il vostro personaggio si evolverà le possibili combinazioni diventeranno davvero tante e sarà possibile plasmare il proprio alter ego a piacimento, creando, ad esempio, un Monaco votato all’agilità, con attacchi mirati e capace di eludere i colpi dei nemici, o dotarlo di un bastone da combattimento e lanciarlo nella mischia.

Ad affiancare le abilità attive ci saranno tre slot di abilità passive, selezionabili tra un massimo di quindici, anche queste sbloccate automaticamente con il salire di livello, le quali cotribuiscono ad aumentare in maniera esponenziale il numero di combinazioni possibili.

Un sistema che funziona e dona effettiva varietà alla costruzione del personaggio, lasciando maggior spazio al piacere del massacro, oltre a togliere l’imbarazzo di un eroe mal costruito e incapace di mostrare il suo vero valore in battaglia, se non ricominciando da capo.

Diablo III - Recensione

Una scarica elettrica è quel che ci vuole per riportare alla ragione i demoni

Nel nostro peregrinare alla ricerca di demoni da rispedire all’inferno, vagheremo tra città e deserti, cattedrali, dungeon e deserti, una buona varietà di ambienti ben disegnati, con scorci suggestivi, piacevoli alla vista, che scongiurano sensazioni di ripetitività e noia, grazie anche alla presenza di un sistema che costruisce in maniera random la maggior parte delle mappe.

In molti, sin dalle prime immagini, si sono lamentati di un aspetto grafico che virava più sul fumettoso che sul dark brutto sporco e cattivo dei precedenti episodi. Le texture hanno, in effetti, dei colori morbidi ma la costruzione d’insieme non tradisce l’impostazione sanguinolenta e infernale: sangue e squartamenti sono il pane quotidiano, i nemici sono cattivi al punto giusto e alcuni dei livelli più avanzati rendono in maniera eccellente l’atmosfera demoniaca.

Si poteva invece fare qualcosa di più sul numero dei poligoni, che si fanno notare in personaggi un po’ spigolosi, ma probabilmente è una precisa scelta per rendere il gioco fruibile sul maggior numero di sistemi possibile, anche quando le orde di avversari sono piuttosto consistenti.

Promozione piena, dunque? Non proprio.

A far storcere il naso, prima fra tutte, c’è la richiesta di un collegamento perenne ad internet, anche per giocare in single player. Ormai una connessione ADSL continua è alla portata di tutti, o quasi, per cui non dovrebbe essere un problema, ma nei primi giorni non sono mancati i disservizi, con server down, code per l’accesso e, in qualche caso, anche episodi di lag, tutte difficoltà che, quando si vuol semplicemente giocare in solitaria, provocano più di un fastidio.

Ora tali disguidi sembrano essere superati, ma c’è da chiedersi se in futuro non si ripresenteranno.

Diablo III - Recensione

Il Barbaro è una classe che non le manda certo a dire

L’altra faccia della medaglia di questo sistema vede il salvataggio del proprio eroe direttamente sui server, e quindi accessibile da qualsiasi macchina tramite il proprio account, e una diretta integrazione del multiplayer, con la possibilità di invitare un amico nella nostra partita in qualsiasi momento, senza interruzioni di sorta.

Multiplayer che, però, al momento manca della modalità PvP, rimandata ad un futuro aggiornamento, così come una delle grandi novità annunciate da Blizzard, ovvero la casa d’aste a denaro reale, dove sarà possibile, in maniera del tutto legale e controllata, vendere oggetti virtuali per denaro reale, sottraendo così il business, piuttosto diffuso in alcuni MMORPG, ai cosiddetti gold farmer.

Le musiche, per quanto ben orchestrate, suonano piuttosto anonime e si sente la mancanza delle belle melodie che accompagnavano i capitoli precedenti.

Pollice verso, invece, per la trama, piuttosto insipida e senza particolari guizzi di originalità, in più condita di alcuni dialoghi francamente terribili, non imputabili ad una traduzione che, al contrario, risulta piuttosto buona.

Anche le quest secondarie non brillano per attrattiva, solitamente sono piuttosto brevi e di poca attrattiva, ma in alcuni casi vengono generate casualmente insieme alla mappa, aggiungendo qualche punto al fattore rigiocabilità, già di per se molto alto.

Diablo III - Recensione

Un nemico ci sbarra la strada, ma non sarà un problema

 

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Commento

Tirando le somme, Diablo III è un gran bel gioco, non innova il genere ma ne modifica alcune parti, semplificando qua e là ma senza distorcerne l’essenza. Ancora una volta vi ritroverete a passare ore ed ore ad ammazzare demoni, alla ricerca dell’arma più potente o di un oggetto raro.

Tanto divertimento, alto tasso di rigiocabilità, multiplayer cooperativo ben integrato e un PvP presto in arrivo ne fanno un gioco assolutamente consigliato ai fan del genere, fatti salvi i difetti sopra esposti, anche se, personalmente, non sono rimasto affascinato.

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Voto 8.5

 
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