Resistance 3 [Recensione]

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Che il terzo capitolo di una serie sia spesso il più riuscito è senz’altro un parere opinabile. Deve essere soltanto un caso, dunque, che recentemente, proprio a pochi mesi da Killzone 3, Sony possa contare sulla terza iterazione di una delle esclusive più prestigiose del suo parco titoli. Mi riferisco a Resistance 3, il terzo capitolo del FPS a base di Chimera – una razza aliena mostruosa e tecnologicamente avanzata in grado di soggiogare la specie umana uccidendola o trasformandola in ibridi – di Seconda Guerra Mondiale alternativa – che fa sembrare il tutto un Call of Duty dei vecchi tempi con nemici senza dubbio più impegnativi dei soliti nazisti – e di una trama avvincente seppur non troppo originale. Il tutto condito con la voglia di offrire agli orgogliosi possessori di una PlayStation 3 un titolo che faccia da robusto contraltare al celeberrimo Gears of War di Epic, in esclusiva per Xbox 360.

 

Sarà un caso, dunque, che il terzo capitolo si riveli spesso il migliore di una serie, tuttavia personalmente ho reputato Killzone 3 il migliore della saga degli Helgast e mi ritrovo ad esprimere un parere non dissimile anche per Resistance 3. Il gioco infatti prende ciò che di buono c’era nei precedenti episodi – molto, per la verità – lo consolida e lo ripropone in pompa magna, non mancando di fregiarsi di elementi nuovi ed entusiasmanti. Primo fra tutti la trama, che per quanto risulti essere uscita un po’ dal classico film americano di turno, diventa l’ideale cornice per narrare i fatti del gioco, con protagonista il nuovo Joseph Capelli, reo di aver ucciso il nostro Nathan Hale, personaggio principale di Resistance: Fall of Man e di Resistance 2, per una giusta causa: quest’ultimo stava cominciando infatti a trasformarsi definitivamente in un Chimera, nonostante avesse fatto di tutto per combattere il virus che portava con sé fin dal lancio della serie. Hale era diventato un pericolo e doveva essere eliminato. E qualcuno doveva pur farlo.

 

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Il nostro Joe è un uomo di cuore e molto attaccato alla famiglia. No, non è Il Padrino…

 

 

Il nuovo protagonista Joseph “Joe” Capelli ha dalla sua una forza di volontà innata, il coraggio di un leone, le capacità combattive di un soldato addestrato come si deve e l’amore per la propria moglie e per il proprio figlio. Tutto ciò costituisce un mix esplosivo con cui l’intera razza dei Chimera deve fare i conti. In questo terzo capitolo la sensazione di ritrovarsi a dover ricominciare una vita da capo è molto più intensa rispetto alle precedenti iterazioni. Sacche di resistenza sono infatti disseminate per il pianeta e si muovono perlopiù sotto terra, entro immensi cunicoli che permettono a quel poco che rimane della razza umana di sopravvivere. D’altronde, il novanta percento della popolazione mondiale è stata uccisa o trasformata in Chimera. E c’è chi si accontenta di sopravvivere come delle formiche dentro i tunnel di cui sopra e chi, invece, come il temerario Joseph, preferisce “combattere o morire”.

 

A differenza del primo e del secondo capitolo, ambientati nel Regno Unito, Resistance 3 si svolge interamente negli Stati Uniti d’America, quasi a voler riconciliare il genere dello sparatutto – kolossal con il suo habitat naturale. L’obiettivo principale di Joseph Capelli è quello di raggiungere al più presto New York, passando per l’Oklahoma, l’Indiana ed altri stati americani. New York è infatti diventata la sede principale dei Chimera, i quali hanno pensato bene di congelare gran parte della città e di renderla quasi totalmente inabitabile per la razza umana. In un susseguirsi di eventi invero piuttosto lineare, Capelli incontrerà alleati e nemici durante il suo percorso verso quella che era la Grande Mela, e i vari accadimenti lo porteranno a confrontarsi con avversari Chimera di varie tiplogie e dimensioni, oltre che con esseri umani capitanati da un certo Mick, un ex galeotto di quasi due metri e mezzo intento a rendere difficile la vita a Joe, dapprima costringendolo in cattività, poi obbligandolo a prendere parte a combattimenti in una sorta di improvvisata arena, quindi affrontandolo in prima persona.

 

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Ecco, vedete quelle luci gialle sull’armatura dei Chimera? Quando si spezzano e cadono a terra si confondono con i medikit. Non sempre…

 

 

Resistance 3 offre una giocabilità parecchio entusiasmante, che seppur non si discosti molto dai precedenti capitoli, risulta essere quasi come perfezionata e limata, laddove ce ne fosse stato bisogno. A dirla tutta, non ho particolarmente gradito l’uso obbligatorio dei medikit – sotto forma di ampolle verde fluorescente – poiché essi non solo spesso si confondono con pezzi vari dell’armamentario Chimera, ma soprattutto costringono il giocatore a mettersi alla loro ricerca nei momenti di crisi. Operazione che richiede una certa dose di pazienza. Controllando Nathan Hale, invece, ed essendo questi affetto da una forma particolare di virus Chimera, la rigenerazione della salute era automatica. Probabilmente, la scelta degli sviluppatori di eliminare la rigenerazione spontanea e di introdurre un sistema invero piuttosto obsoleto come quello dei medikit, risponde alle richieste pressanti dei puristi degli FPS, molto più a loro agio con kit di pronto soccorso, oggetti di recupero et similia. Completando il gioco, tuttavia, è possibile sbloccare la modalità “Fall of Man” che permette di giocare con la salute autorigenerante.

 

Tecnicamente parlando Resistance 3 può contare su una fluidità senza pari a fronte di una grafica corposa e adeguata alla macchina su cui esso gira. I cali di frame rate, infatti, sono praticamente inesistenti nonostante le fasi concitate e le esplosioni a raffica si sprechino. L’ambientazione è particolarmente suggestiva, così come i vari personaggi e il comparto sonoro. La longevità, storico punto debole di ogni campagna in single player degli FPS, si attesta intorno alle otto ore, il che non è proprio poco per un gioco del genere, ma senza dubbio è una durata che non stupisce più di tanto. Il supporto a PlayStation Move e la possibilità di giocare sfruttando i TV 3D aggiungono quel tocco di preziosità in più che non guasta.

 

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Mmm… siamo sicuri che con quel fuciletto riusciremo a fermarlo? Non sarebbe meglio scappare? Eh, sì, ma poi che “resistenza” sarebbe?

 

 

Ciò che i programmatori e i game designer hanno pensato bene di implementare a dovere è il multiplayer online, davvero ben architettato e ricco di modalità. Non più in grado di permettere il gioco online in contemporanea a sessanta giocatori, esso ha lasciato il passo ad un massimo di sedici giocatori, forse all’insegna di un più criteriato match making e di sessioni meno caotiche. Fiore all’occhiello del multiplayer è il sistema di abilità, tra cui la possibilità di usufruire di olografie del proprio alter ego e di mimetizzarsi. Ovviamente online è possibile far crescere il proprio personaggio e ad un livello più alto corrispondono maggiori premi in termini di punti esperienza e un più ampio numero di armi utilizzabili. Tra le varie modalità tradizionali – Deatmatch con le sue varianti e Cattura la bandiera – hanno un’eco particolare le modalità cooperative, su cui Insomniac Games ha puntato tantissimo fin dal secondo episodio della serie. Adesso è possibile giocare online fino a due partecipanti e in split screen in locale con un amico.

 

Resistance 3 mantiene ciò che promette ormai fin dal suo annuncio: fa evolvere ciò che di buono era già presente nei precedenti episodi, offrendo una trama onesta e avvincente per quanto non originalissima, una longevità leggermente sopra la media rispetto ad altri “colleghi” sparatutto, un comparto tecnico buono e un settore multiplayer online decisamente durevole e divertente. E il supporto a PlayStation Move e al 3D stereoscopico. Un cavallo su cui puntare per gli amanti degli shooter in prima persona.

 

 

  • Sviluppatore: Insomniac Games
  • Genere: FPS
  • Piattaforma: PlayStation 3
  • Produttore: SCEE
  • Distributore: Sony
  • Lingua: Italiano (voci, testi e manuali)
  • Età consigliata PEGI: 18+
  • Giocatori: 1 – 16
  • Data d’uscita in Italia: 7 settembre 2011
  • Sito ufficiale del gioco

 

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