Wanted: Weapon of Fate – Recensione
Piattaforma: PC, X360, PS3
Data d’uscita: Disponibile
Sviluppatore: Grin
PEGI: 18+
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Non si può certo dire che ultimamente manchino i film tratti da fumetti (o graphic novel che dir si voglia). Così, tra i vari Batman e Watchmen, ecco spuntare Wanted, pellicola uscita qualche tempo fa e ispirata all’omonimo comic book di Mark Millar.
I fan dell’opera originale, però, non hanno apprezzato questa trasposizione cinematografica, e non hanno fatto mancare le loro feroci critiche. E il videogioco? Con buona pace degli appassionati, Weapons of Fate è tratto dal film, non dal fumetto, con tutto ciò che ne consegue a livello narrativo. Ci caleremo nei panni del sicario Wesley Gibson, poche ore dopo gli eventi narrati nella pellicola, con lo scopo di scalare i vertici della confraternita che ha forgiato le qualità di assassino del padre, da cui Wesley ha imparato.
La trama, discretamente raccontata ma non particolarmente appassionante, sfrutta i flashback per farci rivivere, per alcuni tratti, le vicende del padre del protagonista, Cross, e farci scoprire i retroscena legati alla nascita dello stesso Wesley. E perché esiste una pallottola con sopra inciso il suo nome. Come risulta evidente dalle immagini, Wanted WoF è un gioco d’azione in terza persona, in cui si rievoca più il vecchio Max Payne che non il recente Gears of War, sia per l’ambientazione contemporanea che per l’utilizzo del bullet time. Dal gioco di Epic, però, non può fare a meno di riprendere l’ormai imprescindibile sistema di copertura, con cui sfruttare muri, tavoli, divani e quant’altro allo scopo di ripararvi dai proiettili.
Dal canto suo questo Wanted inserisce alcuni elementi interessanti e per certi versi originali, nel panorama dei third person shooter. Primo fra tutti è la possibilità, sparando alla cieca da dietro un riparo, di creare una sorta di fuoco di sbarramento, con cui spaventare i nemici, che per alcuni istanti si fermeranno, spaventati. Sfruttando questa situazione, potrete muovervi con agilità alle loro spalle e freddarli in tutta tranquillità, oppure avvicinarvi al loro riparo e allungare il braccio per sferrare una letale coltellata. Purtroppo però, il level design piatto e lineare, non premia questo tipo di tattica, che si rivela ancor più trascurabile quando si ottiene l’abilità di curvare i proiettili, facendo compiere ad essi una parabola allo scopo di aggirare gli ostacoli e centrare i bersagli più nascosti.
Quest’ultima caratteristica, spettacolare e molto divertente da usare, viene mortificata dall’estrema semplicità del gioco, anche a livello hard. Un’intelligenza artificiale imbarazzante, in più di un’occasione sembrava fare in modo che i nemici mancassero di proposito il nostro Wesley/Cross, già di per se piuttosto resistente ai colpi, a differenza degli avversari (decisamente poco vari), cui bastano solitamente uno o due proiettili per andare a terra. La situazione migliora leggermente nelle fasi finali, in cui la sfida si fa più accesa, per poi crollare nuovamente in occasione del boss finale, di una facilità disarmante. Di quando in quando la monotonia dell’azione sarà spezzata da alcune cutscene interattive, in occasione delle quali il nostro eroe compierà spettacolari movimenti e, nel durante la sparatoria, il tempo sarà rallentato per pochi secondi, entro i quali sarà necessario sbarazzarsi del cialtrone che ci si ritroverà dinanzi e del proiettile che questi avrà sparato, colpendolo velocemente. Una buona variante dei classici quick time event, che dona un pizzico di varietà all’intera produzione.
Dotato di un buon comparto grafico, Wanted WoF non fa gridare al miracolo, ma presenta comunque una grafica pulita, buone texture, un discreto uso dell’illuminazione e, cosa non trascurabile per uno shooter, un’ottima fluidità in ogni occasione. Nel tentativo di contrastare la bassa longevità del gioco, Grin (la software house svedese che lo ha realizzato, attualmente al lavoro anche su Bionic Commando) ha inserito una serie di extra che si sbloccheranno man mano che si avanza nel gioco reperendo alcuni oggetti speciali nascosti nei livelli. Tali extra comprendono la possibilità di rigiocare la campagna principale con altri personaggi (come i boss sconfitti, ad esempio), filmati relativi alla lavorazione del gioco, bozzetti e così via.
Wanted – Weapons of Fate coniuga alcune buone idee ad un level design penalizzante per le stesse idee e un tasso di sfida molto basso, che si traduce in una manciata di ore di gioco. Tutto sommato è divertente colpire i nemici curvando le pallottole e anche il bullet time fa il suo dovere. Resta l’amaro in bocca perché con una maggior cura del gameplay, bilanciando l’utilizzo delle varie caratteristiche, si sarebbe potuto avere tra le mani un buono sparatutto in terza persona.
Così com’è, è appena sufficiente.
6/10
{morfeo 50}












