Necrovision – Recensione

Necrovision CoverPiattafiorma: PC
Genere: FPS
Sviluppatore: The Farm 51
Lingua: Italiano
Giocatori: 1
Età: 18+
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Era il 2004 quando una semisconosciuta software house polacca, People Can Fly, rese disponibile un FPS, basato su un engine grafico proprietario, Painkiller, che riprendeva la tradizione degli sparatutto “ignoranti” in cui il massacro indiscriminato è l’unica regola da seguire.
Sono passati cinque anni, gli sviluppatori di People Can Fly sono stati inglobati da Epic, ma due dei loro componenti hanno fondato un nuovo team, Farm51. Il primo prodotto di questo nuovo gruppo è proprio Necrovision, FPS che raccoglie l’eredità di Painkiller.
 
Necrovision ScreenshotNecrovision tenta di fare un passo in avanti rispetto al gioco di People Can Fly, conferendo maggior importanza alla trama e inserendo alcune fasi di combattimento un po’ più ragionate. Il risultato è una sorta di ibrido che finisce per deludere sia chi si aspettava un degno erede di Painkiller, sia chi desiderava avventurarsi in un fps sullo sfondo poco sfruttato della Prima Guerra Mondiale.
Perse le originali armi che caratterizzavano il precedente lavoro, qui troviamo un arsenale più convenzionale, fatto di pistole e fucili ispirati a quelli dell’epoca, affiancati da strumenti per il combattimento corpo a corpo, come baionette, pale e un bel calcione in stile Duke Nukem, molto utile per destreggiarsi negli scontri più pressanti. Non mancherà, più avanti nel gioco, uno speciale guanto vamipiresco in grado di sfruttare elementi magici.
 
Necrovision inizia lentamente: una prima parte piuttosto scialba, in cui i nostri avversari saranno principalmente soldati tedeschi pronti a farci la pelle, in un’ambientazione fatta di bunker, trincee e quant’altro possa dare l’idea di trovarsi nel bel mezzo di una guerra mondiale. Tutto ordinario, già visto e a tratti noioso data l’estrema resistenza dei tedeschi, che non vanno a terra prima di quattro o cinque colpi di fucile, dotando le battaglie di una lentezza disarmante, del tutto inadatta ad un gioco come questo, motivo per cui è preferibile mandar giù gli avversari con un unico colpo alla testa, quando possibile.
 
Necrovision Screenshot 1Fanno da contraltare gli scontri con le creature demoniache, che mostrano finalmente la parentela con Painkiller. Abbattere orde di zombie a colpi di headshot, spezzar loro un braccio con una fucilata o calciarli via per poi finirli quando sono a terra, offre finalmente quel gusto “cattivo” che ci si aspetterebbe da un gioco simile. Il titolo, anzi, ci invita a perseverare nel massacro, elogiando le nostre combo con messaggi su schermo e facendo salire di livello la nostra furia per ogni headshot compiuto in sequenza, aumentando di volta in volta la potenza di fuoco. Il livello massimo di furia può essere innalzato recuperando gli artefatti dei vampiri, ben nascosti all’interno dei livelli, e qui ritroviamo un altro elemento degli FPS vecchio stile che avevamo già apprezzato nel precedente lavoro, ossia la presenza di numerosi passaggi più o meno segreti, dove trovare armi, munizioni aggiuntive e i già citati artefatti, tutto perfettamente catalogato nelle statistiche di fine livello, che ci permettono di apprezzare ancor di più il nostro lavoro di distruzione. Purtroppo, però, alcune scelte di level design sacrificano il divertimento e la frenesia di alcuni scontri, vuoi perché ambientati in zone troppo strette, vuoi perché, al contrario, eccessivamente dispersive.
 
Se lottare contro gli zombi risulta appagante per la nostra sete di sangue, lo stesso non si può dire di altre creature infernali, come i cani (piuttosto brutti a vedersi e terribilmente animati) o i non meglio identificati esseri in armatura, per non parlare del classico mostro “grosso, brutto e cattivo” armato di martellone del giudizio, ma talmente lento e idiota che con un minimo sforzo è possibile stargli sempre alle spalle e riempirlo di piombo come merita. A questo si somma una certa goffaggine nei movimenti, con il nostro alter-ego che pare “incastrarsi” ad ogni gradino o su terreni particolarmente sconnessi, a tutto svantaggio della frenesia dei combattimenti.
 
Necrovision Screenshot 2Nell’alternarsi degli scontri fra umani e demoni, si inseriscono alcuni piccoli diversivi in grado di portare un po’ di varietà al gioco, quali postazioni fisse armate di mitragliatrici, con cui abbattere aerei o decimare interi eserciti, o una sorta di mech ante-litteram, un grosso barattolo dai movimenti legnosi con cui seminare morte e distruzione al nostro passaggio.
Paricolare cura, invece, è stata riposta nella longevità. Oltre ad una campagna principale discretamente lunga, ogni livello superato sblocca una sfida, a cui è possibile accedere dal menù principale. Ognuna di queste sfide ci vedrà protagonisti in un’arena, tratta dai livelli di gioco, in cui massacrare i nemici secondo particolari direttive, come eseguire un certo numero di headshot e così via, permettendo di ottenere bonus speciali per proseguire la stessa campagna.
 
Ma nel comparto tecnico risulta evidente la stretta parentela con Painkiller: l’engine grafico, infatti, è un’evoluzione di quello creato da People Can Fly per il suo gioco, che qui ritroviamo aggiornato alle caratteristiche più moderne. Laddove, però, cinque anni fa ci trovavamo davanti ad un motore leggero e scalabile, ma in grado di garantire un impatto estetico notevole, la versione 2009 non fa certo gridare al miracolo, palesando una certa obsolescenza nonostante le migliorie apportate ad effetti e luci.
Quanto descritto non sarebbe così grave, se non fosse che risulta anche estremamente pesante, restando al di sotto dei 30 fotogrammi al secondo, alla massima qualità possibile, per la maggior parte del tempo, fino a crollare, in diverse situazioni, a framerate ridicoli minando di fatto la giocabilità stessa del titolo.

Delusione. E’ questa la prima parola che ci viene in mente pensando a Necrovision.
Il titolo mostra tutti i limiti di un poco riuscito ibrido tra un gameplay “ignorante” e uno un po’ più “serio”, con il risultato che le parti più caciarone sono effettivamente quelle meglio riuscite, e riescono a strappare una sufficienza ad un gioco per il resto poco ispirato, anche a causa di un engine assurdamente pesante anche su macchine recenti.
Se non avete grosse pretese Necrovision potrà tenervi compagnia per diverso tempo, ma prima date un’occhiata alla demo.

6/10