Race Driver GRID – Recensione feb11

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Race Driver GRID – Recensione

Piattaforma: PlayStation 3 , Xbox 360 , PC                    
Genere: Guida
Produttore: Codemasters
Sviluppatore: Codemasters
Distributore: Atari
Lingua: Italiano
Giocatori: 1-12
Età: 7+

 

Simulazione e arcade
Da quando il videogioco di corse automobilistiche ha cominciato a sfoggiare una grafica a tre dimensioni e ha potuto contare su una fisica tale da poter parlare di realismo et similia, hanno cominciato ad esistere diverse categorie di giocatori: da un lato coloro i quali mettono sempre al primo posto la simulazione. Quelli che (mi sento molto Enzo Jannacci in una famosa sigla di un famoso programma RAI sul calcio) antepongono prima di tutto il gioco verosimile, quanto più somigliante alla realtà a tutto il resto. Quelli che “se la vettura non si distrugge anche a quaranta chilometri orari dopo essersi schiantata sul guard rail allora il gioco fa schifo” e dall’altro lato ecco i giocatori cosiddetti “arcade” o meglio ancora “ibridi”, coloro i quali amano il gioco realistico in tutte le sue sfaccettature ma magari non vogliono mettersi li a smanettare ore e ore per trovare l’assetto giusto, elaborare nuovi pneumatici o disporre nuovi allestimenti per le proprie auto, e che magari preferiscono lanciarsi nel vivo dell’azione, alla ricerca di qualche emozione, di qualche testa a testa in sfide ad altissima velocità e, perché no, di tanto in tanto qualche urto o sportellata spettacolari. Tutto all’insegna del divertimento puro.
Ebbene, nel panorama videoludico attuale, trovare un titolo che riesca sapientemente a miscelare elementi arcade con altri decisamente più simulativi è sempre più frequente, ma è altresì difficile trovare un titolo che valga la pena di essere acquistato in virtù dei suoi punti di forza e delle sue peculiarità. Troppi giochi di guida cosiddetti “ibridi” ormai si somigliano tra loro, rischiando di rimanere anonimi.
Codemasters, dal canto suo, dopo l’ottimo risultato dell’anno scorso ottenuto con l’eccellente Colin Mcrae DIRT, prova ad offrire ad un pubblico ormai difficilmente ammaliato dalla sola veste grafica (per DIRT davvero sontuosa) il suo Race Driver GRID, gioco di corse decisamente divertente, votato all’azione frenetica e non del tutto arcade, forte di alcuni elementi simulativi che lo rendono un ibrido a tutti gli effetti e per di più un ibrido “di lusso”, se così vogliamo dire.

La gavetta di un pilota
La modalità single player consta di una serie di scelte che potremo effettuare di volta in volta, dopo aver deciso per quale scuderia correre e quali obiettivi conseguire. Capiterà di dover racimolare un po’ di denaro inizialmente, pertanto dovremo accettare qualche richiesta da parte di una scuderia, che potrebbe chiederci di correre la 24 ore di LeMans battendo tutti i nostri diretti avversari della sola nostra stessa categoria. In tal caso non per forza dovremo arrivare primi in assoluto, ma potremo semplicemente battere gli avversari che correranno con la nostra stessa tipologia di automobile. In altri casi potremo essere reclutati per una gara di turismo, con l’obiettivo di bgattere una scuderia rivale o semplicemente classificarci almeno al quinto posto piuttosto che al terzo o addirittura, più genericamente, tra i primi dieci, per esempio. Sembra semplice vero? Ma non lo è, poiché ogni singola missione ci darà un certo filo da torcere, rendendo quasi inevitabile, talvolta, il dover ricominciare da capo la gara.
Dopo aver ottenuto una quantità sufficiente di denaro (sufficiente? Dopo aver giocato a GRID a me sembra che i piloti facciano una marea di soldi anche agli inizi, ndr) potrete dunque affrontare le corse ufficiali, distribuite nei territori di America del Nord, Giappone e Europa. Nostro compito sarà quello di scalare le classifiche mondiali, affrontando gare di volta in volta più difficili e insidiose. Caratteristica interessante è l’opportunità di assumere una sorta di compagno di team, il quale, a fronte di un costo relativamente alto, potrà permetterci di affrontare le gare in maniera più adeguata alla nostra importanza e con un certo aiuto da parte sua.                        
Flashback, ossia la macchina del tempo
GRID è un ibrido, e su questo non ci piove, e come tutti gli ibridi che si rispettino si colloca a metà strada tra il genere arcade e la simulazione. E’ ovvio che in quanto ibrido assisteremo più volte ad incidenti tutt’altro che ordinari, a testacoda inverosimili e ad acrobazie ed evoluzioni dopo voli impressionanti per decine di metri. Ogni tanto poi, potremo anche provare la sensazione di correre su percorsi predefiniti, ed avremo l’impressione che l’auto si guidi da sola, o che, in altri termini, sia decisamente troppo facile da condurre. Ebbene il mio consiglio, se avvertite gli stessi “sintomi” sopra citati, è quello di ricorrere al menu opzioni e smanettare al fine di rimuovere quanti più aiuti alla guida vi sia possibile. Potete togliere il controllo dello sterzo o della frenata. Potrete fare a meno dell’ABS e dei vari ausili che altrimenti potrebbero rendervi le cose sin troppo facili. E poi, perché no, potrete settare il tutto sulla modalità “Pro”, la quale vi priverà della tanto vantaggiosa quanto “arcade” funzione Flashback, una sorta di particolare “bonus” sfruttabile dopo un incidente che renderebbe altrimenti irrecuperabile la vostra vettura. Tutto consiste nel riavvolgere il replay fino al momento prima dell’impatto e quindi ripercorrere, adesso con una maggiore presa di coscienza, il circuito nel tratto che si era rivelato, fino ad un momento prima, letale per la vostra gara.

Tredici differenti modalità

La modalità Carriera la fa da padrone nel gioco in singolo e sempre per un solo giocatore è possibile scegliere anche la gara veloce, con cui immergersi immediatamente nel vivo dell’azione, scegliendo tra ben tredici modalità di gara differenti: 24 Ore LeMans, LeMans series, Pro Tuned, Pro Touge, Demolition Derby, Touring Cars, Open Wheel, Drift Battle, Drift GP, Free Drift, Pro Touge,, Midnight Touge, GT Club. Ognuna delle appena elencate modalità è realizzata con particolare cura, tale da garantire un’ottima varietà di gioco e la possibilità di specializzarsi in una tipologia di corsa o in alcune piuttosto che in altre, assicurando così una forte “specializzazione” dei giocatori che potranno dunque decidere se sfidarsi online nelle loro specialità o stroncare un nemico nel “piatto forte” di quest’ultimo, eludendo ogni pronostico.
Da citare in particolare sono la modalità Drift, che mette a disposizione una serie di tracciati predisposti per le derapate più sfrenate, la modalità Pro Touge, particolarmente interessante poiché consiste nel percorrere un tracciato contro solo un altro avversario in gara senza potersi mai toccare l’uno con l’altro, neanche per errore, pena una serie di sanzioni e penalità diverse a seconda dell’entità dell’infrazione, la modalità 24 ore di LeMans, divisa per categorie di autovettura in gara e con l’alternanza di giorno e notte (in ventiquattro minuti) a simulare la corsa reale.
A fronte di una moltitudine di modalità e tracciati disponibili, le vetture quasi risultano essere poche, poiché sono una quarantina in tutto. Forse ci si sarebbe potuti concentrare maggiormente sulla quantità delle auto in gara, poiché sulla qualità non si discute: passiamo dalle Mustang alle vetture tipiche del tuning, dalle auto per le derapate ai veicoli di Gran Turismo.                    
Note tecniche
Il motore grafico utilizzato per GRID è lo stesso già impiegato con notevole successo per DIRT, solo più aggiornato e dunque potenziato e limato laddove ce ne fosse stato bisogno. Notiamo così un minore aliasing, specie nella versione per PC, decisamente ben risettabile a dovere (a condizione di disporre di un sistema con i controfiocchi), una leggermente migliorata gestione delle ombre e delle texture in generale e qualche effetto atmosferico in più. Bene anche il reparto audio, davvero degno di nota, con suoni e rumori sempre all’altezza delle situazioni. Spettacolare la partecipazione del pubblico, il quale paleserà in più di un’occasione la compartecipazione alla gara da noi condotta con urla, cori, grida di terrore (nel caso in cui andassimo a sbattere violentemente contro un muro o una catena di pneumatici) applausi e quant’altro. Da tenere in grande considerazione anche il motore fisico del gioco. Non di rado dopo qualche incidente, faremo schizzare per tutto il circuito i nostri pezzi ormai perduti e altrettanto spesso troveremo ruote, cerchioni o interi sportelli sul tracciato, lasciati come ricordi degli urti dei nostri avversari, molto spesso indipendenti dalle nostre azioni.
Buono il framerate generale. Quasi nessun rallentamento durante tutta la gara eccezion fatta per qualche raro caso. Su PC c’è da aprire una piccola parentesi, poiché abbiamo testato il gioco in redazione con un sistema potentissimo equipaggiato di un Penryn e una scheda video Nvidia GeForce 8800 GTX. I risultati sono stati gradevoli, è vero, ma abbiamo presto dovuto disattivare l’antialiasing o quantomeno riportarlo a valori “umani” dopo aver cercato, con risultati che definire pessimi sarebbe un generoso eufemismo, di mettere tutti i settaggi al massimo e con risoluzioni incredibili. Probabilmente una patch potrebbe “guarire” gli “scattini” occasionali che capitano di tanto in tanto, anche a settaggi più bassi di quanto ci saremmo potuti permettere con la nostra configurazione. Stiamo comunque parlando di un motore che riesce a rendere molto bene anche i modelli delle auto. Ogni vettura è riprodotta piuttosto fedelmente, con dovizia dei particolari e precisione nei dettagli, così come i bellissimi tracciati, pieni di folla (un po’ statica per la verità ma comunque poligonale) e con una ricchezza di dettagli immensa: passerete da percorsi suggestivi e caratteristici come San Francisco o Istanbul, alla vicina Milano nel suo circuito cittadino. Qualche difetto è da riscontrarsi nelle frasi ripetute dai tecnici della nostra scuderia, spesso discordanti nei loro giudizi (dopo un incidente incredibile potrebbe capitare, anche se non sempre, di sentire il capotecnico rivolgersi a voi con un veniale “non preoccuparti, è solo una lieve ammaccatura”…Punti di vista!). Gradevoli le tracce audio presenti nel corso del gioco, che ben si adattano all’atmosfera frenetica delle corse, incalzando al momento giusto e facendo perfettamente da sottofondo alla frenesia generale di cui il titolo di Codemasters è impregnato dalla testa ai piedi. L’IA è in generale buona anche se diminuisce notevolmente al diminuire del livello di difficoltà selezionato. Il cosniglio è dunque di giocare in modalità normale onde evitare di vedere i nostri avversari farsi sorpassare in maniera troppo facile o vederli sempre dietro di noi, dagli specchietti retrovisori, a mangiare polvere digitale.

MULTIPLAYER
La modalità online è realizzata in maniera più che discreta. Ci si puo’ organizzare creando una stanza personalizzata e scegliendo in quale delle diverse modalità sfidare i propri avversari. Abbiamo riscontrato solo qualche lieve problema di lag nella versione PC, mentre un’ottimo risultato e una buona fluidità nel gioco multiplayer nelle versioni per console da casa, PlayStation 3 e Xbox 360.

In conclusione possiamo affermare che GRID risulta essere un ottimo racing game ibrido, senza la pretesa di garantire ad ogni costo un realismo esasperato in virtù della grande giocabilità e del comparto tecnico ottimo. In un panorama videoludico saturo, ormai, di titoli troppo simili tra loro in questa categoria, GRID si distingue per la sua abilità nel proporre al pubblico una moltitudine di modalità e di tracciati, una modalità carriera solida e un multiplayer online all’altezza del resto. GRID si conferma secondo quanto anticipato nelle aspettative il degno seguito “spirituale” della blasonata serie TOCA. 

8/10