Pro Evolution Soccer 2008 – Recensione feb04

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Pro Evolution Soccer 2008 – Recensione

Piattaforma: PlayStation 3 , Xbox 360 , PC                  
Genere: Sportivo
Produttore: Konami
Sviluppatore: Konami
Distributore: Halifax
Lingua: Italiano
Giocatori: 1-8
Età: 3+
Versione Analizzata: PAL

 

Premessa
Anche quest’anno Konami ripropone al pubblico la sua simulazione calcistica, Pro Evolution Soccer 2008 dopo la mezza delusione della precedente edizione (Pro Evolution Soccer 6) relativamente alle macchine di nuova generazione. Nel 2007 ci si sarebbe aspettato qualche cambiamento sostanziale, un maggiore realismo nei movimenti, una grafica che non sfigurasse nel panorama videoludico attuale e una serie di accorgimenti e introduzioni che facessero pensare alla novità. Vediamo insieme se Shingo “Seabass” Takatsuka, il creatore della serie, e il suo team di sviluppatori, sono riusciti nell’intento di portare una ventata di aria fresca alla simulazione calcistica per antonomasia.            
           
Le modalità disponibili

Iniziamo con la descrizione delle modalità di gioco presenti in Pro Evolution Soccer 2008 (da ora in poi PES 2008). E’ presente la modalità Esibizione, che consente di avviare partite amichevoli; la modalità Campionato, attraverso la quale sfidare le squadre dei più importanti campionati europei – le leghe presenti sono la Premier League inglese (anche se le licenze sono relative solo alle squadre Newcastle United e Tottenham Hotspur), la League 1 francese, la Serie A italiana, la Eredivisie olandese e la Liga spagnola; la Master League, da sempre punto forte del titolo, quest’anno è strutturata in maniera leggermente diversa, con un pannello di controllo attraverso il quale prendere decisioni relative all’andamento della squadra, alla formazione, alla rosa e ai trasferimenti, e con una serie di immagini che scorrono sullo sfondo relative ai risultati conseguiti e al commento dei tifosi; non mancano, ovviamente, le coppe, l’allenamento e il gioco in rete. Dopo un anno di assenza (sempre relativamente a PES 6 per Xbox 360) torna la possibilità di creare nuovi pupilli o di modificare i propri beniamini, sia dal punto di vista fisico, che per quanto concerne le maglie, gli scudetti, i loghi e i numeri da assegnare.
Presenti all’appello anche le squadre nazionali, riprodotte più o meno fedelmente, con qualche titubanza per alcuni giocatori, solo vagamente somiglianti alle rispettive controparti reali.

Siamo alle solite…
Nessuna vera novità è stata introdotta in PES 2008, nè cambiamenti sostanziali della natura del gioco in sè. Questo nuovo capitolo si presenta praticamente identico nelle fondamenta a qualsiasi altro episodio precedente, senza evadere dai confini di quello che, ormai, potremmo definire solo come un gioco più che discreto. Ben lungi dal capolavoro è questa edizione, al contrario di quanto ci si sarebbe aspettato, specie dopo le evidenti mancanze della scorsa stagione. Il sistema di controlli è rimasto invariato, e questo è certamente un bene, per carità, anche se avremmo voluto vedere movenze nuove, nuove finte, magari qualche tocco di palla più realistico, un approccio alle azioni di gioco meno frenetico. L’impressione che abbiamo avuto in redazione testando PES 2008, è stata quella di giocare ad un titolo calcistico arcade, o quasi, concedetecelo, nella misura in cui si continua a farla franca sempre con gli stessi giocatori, e persiste il vizio di Konami di fare della velocità di un calciatore l’arma vincente. Per intenderci, con un Messi è facilissimo sfuggire ai difensori e proseguire, quasi indisturbati, verso la porta avversaria. I giocatori più veloci, dunque, sembrano spesso essere degli “alieni” in campo, troppo al di fuori della portata degli avversari, a meno che non si decida di giocare ad un livello di difficoltà più elevato, per mezzo del quale le cose si fanno più complicate, ma comunque aggirabili.
E’ più facile, inoltre, segnare con un tiro a mezza altezza dalla distanza, o fare una percussione in area in maniera non troppo complicata. Non desistono le papere dei portieri, spesso imbarazzanti, neanche ci trovassimo dinanzi il peggior Armando Pantanelli della fine campionato 2006/2007.
Neanche le movenze dei giocatori, come si accennava, sono più realistiche del passato. Si, è vero, la grafica è migliorata e sono stati implementati certi filtri e texture, come quelle del campo da gioco (anche se da lontano quest’ultimo presenta una serie di “quadratini” che farebbero urlare allo scandalo), o come il ben utilizzato Depth of Field, un effetto che mette in risalto l’elemento in primo piano durante i replay personalizzati e sfoca tutto ciò che sta dietro, o ancora il miglior utilizzo delle abilità grafiche per la ridefinizione di alcuni dei volti dei calciatori, molti dei quali davvero somiglianti, altri, invece, neanche vagamente simili, ma a parte queste piccolezze, da tenere comunque in considerazione, ben poca roba è stata aggiunta in questa nuova edizione.

Un gioco che impara a giocare
Non possiamo fare a meno di citare l’unica vera novità del gioco, per quanto non molto efficace, ovvero il Teamvision, un sistema che la CPU adotterà adattandosi al nostro metodo di gioco. Durante una competizione dovremo stare attenti a non scegliere sempre le stesse tattiche. Dovremo evitare di attaccare ogni volta sfruttando il contropiede e rinunciare, ad esempio, a ricorrere di frequente alla tattica del fuorigioco, pena la previsione delle nostre mosse da parte delle squadre controllate dal computer che imparerà dunque a conoscerci e a registrare le nostre attitudini. Sia chiaro che tale sistema può aver effetto solo impostando il gioco ad un certo livello di difficoltà e non sempre le squadre sapranno riconoscere le nostre abitudini in campo. In generale, però, pur risultando un tantino facile per i veterani della serie, il nuovo capitolo prova ad impostarsi su livelli di difficoltà più alti dei predecessori, non sempre riuscendoci.        
           
Caratteristiche tecniche
Come già descritto due paragrafi fa, il comparto tecnico è migliorato, e siamo tutti d’accordo su questo, ma non siamo ancora neanche lontanamente ai livelli dell’attuale generazione di videogames. Il gioco in generale sembra più un semplice aggiornamento delle versioni a 128 bit fin’ora utilizzate e a poco servono le piccole implementazioni di cui sopra. Inoltre, il framerate non è mai costante, specie su PlayStation 3 (ci teniamo a far notare che non si tratta di un’incapacità tecnica della macchina di Sony, ma di evidenti difficoltà in fase di programmazione di Konami), con crolli repentini fino ad arrivare ad una manciata di fps, fatto ingiustificabile per un titolo per nulla esaltante dal punto di vista grafico. Il sonoro, come al solito, non entusiasma e ripropone non solo gli stessi, mai troppo convincenti – ma comunque professionali – Marco Meccia (pseudonimo di Marco Civoli) e Mauro Sandreani, ma persino le stesse frasi dell’anno precedente, senza alcuna aggiunta e solo con qualche nome nuovo da pronunciare. A prescindere dalla telecronaca, che può sempre essere disattivata, il tifo non è realizzato male e spesso diverte ed incalza le azioni più concitate, anche se manca di personalità (solo qualche nuovo coro è stato inserito ma a parte questo nulla di che). Bene gli effetti sonori in campo e le grida dei giocatori che, anche se non molto frequenti, aggiungono quel pizzico di realismo in più. Migliorate le musiche dei menu, sconosciute così come i loro cantanti, ma senza dubbio un approccio verso un genere musicale che si avvicini ai canoni odierni.Un sistema di controlli come sempre impeccabile e una longevità buona, dettata soprattutto dalle tante modalità a disposizione, fanno di PES 2008 un buon acquisto, ma senz’altro non una novità.

MULTIPLAYER

Il sistema di gioco in rete ci ha lasciato alquanto perplessi. Passi l’impossibilità di collegarsi durante i primi giorni dopo l’uscita del gioco (26/10/2007), passi anche la povertà dei menu di selezione delle modalità multiplayer e della non troppo esaltante meccanica di classifica online, ma non siamo riusciti a tollerare i pesanti lag da cui il gioco è spesso afflitto, molto su PlayStation 3 (sempre per problemi di programmazione e gestione dei server, innocente la macchina), abbastanza su Xbox 360 e non di rado anche su PC.

Pro Evolution Soccer 2008 si rivela un buon passatempo, ma nulla più, in un’era in cui è necessario un cambiamento e una ristrutturazione di una serie altrimenti destinata all’oblio. Questa nuova edizione non accontenta quanti fossero rimasti delusi dal sesto episodio per Xbox 360 e non entusiasma neanche coloro i quali avessero deciso di passare dai 128 ai 256 bit delle nuove console e PC di ultima generazione. Si poteva e si doveva fare di più. E speriamo, ancora una volta, nell’anno venturo, confidando nelle capacità del buon Takatsuka e del suo team di talenti. 

6/10