Grand Theft Auto IV (GTA IV) – Recensione gen28

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Grand Theft Auto IV (GTA IV) – Recensione

Piattaforma: PlayStation 3 , Xbox 360                         
Genere: Azione
Produttore: Take Two Interactive
Sviluppatore: Rockstar Games
Distributore: Take Two Interactive
Lingua: Parlato inglese – sottotitoli italiano
Giocatori: 1+
Età: 18+

 

Introduzione
Eccoci finalmente a dare un giudizio all’ultimo capitolo della serie più chiaccherata di tutti i tempi. Stiamo parlando di Grand Theft Auto IV (da adesso in poi GTA IV) ed è vero, innegabile, gli argomenti trattati nella serie di Rockstar Games possono far discutere, specie coloro i quali spesso hanno paura del videogioco in quanto tale, per poi trovare motivo di odio nei confronti di quest’ultimo non appena esso tocchi tematiche forti, ma all’ordine del giorno, quali scippi, rapine, estorsioni, uccisioni su commissione, spaccio di droga, furti, rapimenti e chi più ne ha più ne metta. Un esordio di tal genere sarebbe senza dubbio riduttivo per un gioco come GTA IV, che potrebbe essere liquidato in una manciata di righe scritte in maniera telegrafica, poiché non ci vorrebbe molto a farvi capire che si tratta di un titolo eccellente, da andare a comprare immediatamente, senza batter ciglio. Ma vogliamo fare di più, è d’uopo, e vi consigliamo di leggere la nostra recensione, per dar modo a tutti di capire da vicino ogni singolo aspetto del gioco.

My name is Niko…

Il protagonista principale è Niko Bellic un uomo oltre i trent’anni dalla faccia sicuramente caratteristica, proveniente dalla cara vecchia Europa dell’Est, e, più precisamente, dalla Serbia. Il nostro Niko ha alle spalle un passato burrascoso, fatto di crimini di ogni tipo, tra cui il trasporto di clandestini dietro lauto compenso da parte di questi ultimi attraverso le navi (fenomeno che purtroppo qui in Italia, specie nella mia Sicilia, conosciamo bene). Niko è arrivato negli Stati Uniti (la “terra delle opportunità”, come ama chiamarla lui) e, più precisamente a Liberty City, per cercare di raddrizzarsi, per dare un taglio al suo passato, stuzzicato dall’invito del cugino Roman, il quale gli aveva promesso di vivere il “Sogno Americano”: una bella casa, una bella automobile, tante donne e molto denaro facile. Niente di più lontano dalla realtà. Il “buon” Niko, dopo aver sbattuto violentemente il capo sul muro della vita reale che il bugiardo Roman aveva da offrirgli, capirà che per realizzare sul serio il suo tanto inseguito sogno americano, non potrà liberarsi facilmente dai legami con il suo passato e con la criminalità che, ancora una volta, sembra essere per lui la migliore strada da seguire per vivere, se non addirittura l’unica via.

La nuova Liberty City
Ebbene si, ci ritroveremo di nuovo a Liberty City, dopo averla vissuta nei panni di Claude Speed in GTA III, e averla ripresa, su PSP, in Liberty City Stories. Ma si tratta di una Liberty City diversa, non la stessa di sette anni fa del capitolo per PlayStation 2. E’ una Liberty City decisamente ispirata a New York, se non proprio identica, a parte i nomi delle strade e i locali che compongono quest’ultima. Se avrete voglia di fare un tour per la città, potrete osservare i grattacieli tipici della metropoli statunitense, potrete far compere in un locale di alta moda nelle strade principali, piene di insegne luminose che di sera sono proprio uno spettacolo, potrete prendere un taxi e guardare dal finestrino i vicoli più malfamati, le strade meno frequentate che ben si distinguono da quelle decisamente affollate. Non mancheranno il traffico, più o meno denso a seconda delle zone, le classiche Little Italy e Chinatown, i Burger Shot a placare la vostra fame, i vari locali adibiti all’intrattenimento, quali la sala da biliardo, il bowling, i bar, il locale di striptease, una sorta di Hard Rock Cafè (qui conosciuto con il nome fittizio di “SuperStar cafè”), i parchi pieni di rigoglioso verde, fiore all’occhiello di una città altrimenti in preda allo smog, le zone portuali, gli edifici caratteristici e persino la Statua della Libertà, qui conosciuta con un nome fittizio, Lady Liberty.
Ogni strada ha un suo nome e ciascuna via può essere in qualsiasi momento intercettata nella mappa, segnalata e raggiunta con qualsiasi mezzo: a piedi, con svariati autoveicoli, in taxi pagando la somma necessaria per il trasporto, in metropolitana, cercando di indovinare la coincidenza, in treno, che a Liberty City come nella New York del nostro mondo, passa sopra la città, e persino con il motoscafo e in elicottero nelle fasi più avanzate del gioco. Stiamo parlando, l’avrete capito, di free roaming, ovvero della possibilità offerta dall’ultima fatica della Rockstar (così come negli altri episodi precedenti) di scorrazzare liberi per una città viva, pulsante, abitata da centinaia di migliaia di persone, ognuna con la sua precisa attività, ognuna indaffarata a fare qualcosa. Capiterà non di rado di osservare la vita degli abitanti scorrere dinanzi ai nostri occhi e talvolta potremo notare un giovane che entra in una paninoteca per ordinare un hamburger, il venditore ambulante di hot dog alle prese con un cliente che non vuol pagare (si, qualche volta l’ho fatto anch’io…concedetemelo, nella realtà sono uno che paga sempre!), i poliziotti nella loro volante con la sirena spiegata per cercare di acciuffare un malvivente, un uomo d’affari che parla, valigia alla mano, al telefonino come se fosse da solo in tutta la strada, quasi divertito all’idea di far ascoltare a tutti i propri discorsi “importanti”, i ragazzi di colore del ghetto pronti a sfoderare la pistola alla minima offesa da parte nostra, gente che porta i sacchetti della spesa, gente che provoca incidenti alla guida, persone gentili ed altre che al minimo contatto cercheranno di darci una lezione a suon di botte. E poi ancora, come nella vera New York, accenti di tutti i tipi, a sottolineare una diversità etnica eccezionale, segnale inequivocabile del cosiddetto “Meltin Pot” nordamericano (un misto di etnie e razze). A Little Italy, per esempio, avremo modo di ascoltare qualche frase in italiano, quasi ad illuderci di avere sottomano un gioco completamente tradotto nella nostra cara lingua (e invece no). capiterà poi di imbattersi in alcune strade normalmente poco raccomandabili, piene zeppe di prostitute (con cui potremo sollazzarci in macchina), spacciatori e loschi individui. Insomma, è sempre d’obbligo spendere qualche parola per dare un quadro preciso di quello che GTA rappresenta, della libertà d’azione che il gioco offre e del carattere multievento del titolo, ora più che mai dotato di una città ricca di dettagli e curata in maniera così maniacale nei minimi particolari che non di rado, dopo aver giocato, ci sembrerà di aver già visitato New York.

Tanti personaggi in cerca di…Niko!
Durante il corso del gioco faremo la più o meno gradita conoscenza di alcuni personaggi, una decina circa in totale, i quali ci affideranno di volta in volta dei compiti da portare a termine in maniera tale da guadagnare denaro e rimpinguare il nostro portafogli. Questi individui sono tutti ben caratterizzati e decisamente azzeccati (tranne qualcuno un po’ superfluo). Oltre all’insicuro Roman, conosceremo Mallorie, la ragazza del nostro caro cugino, Vlad, un russo tutt’altro che rassicurante a cui Roman deve dei soldi, Michelle, una donna non molto affascinante a dirla tutta, con cui usciremo e…vabbè il resto dipenderà da voi, Little Jacob, un singolare giamaicano fissato con il fumo e con la musica Reggae, Dimitri e Faustin, due moscoviti spietati, Manny (che proprio non ho sopportato!) una sorta di ex gangster o ex rapper (non si capisce molto bene in verità quale fosse il suo lavoro prima di conoscere Niko) che vuole il nostro aiuto per “ripulire” le strade di Liberty City dalla feccia di spacciatori che la popolano, Playboy-X e Dwayne, due amici , il primo benestante, arricchitosi in maniera tutt’altro che ortodossa, come è facile immaginare, il secondo uscito dal carcere dopo quindici anni e dunque frustrato e senza un soldo in tasca, ma con la voglia di ricominciare con le sue attività criminali come prima di essere arrestato. Ancora, conosceremo Elizabeta, una pusher piena di esperienza e con conoscenze ovunque, che ci affiderà qualche lavoretto, faremo la conoscenza di Packie, un irlandese sboccato che cercherà in più di una occasione il nostro aiuto. Non potevano mancare il poliziotto corrotto, Mr.McReary, il mafioso italiano, Ray Boccino, e il palestrato dopato, Brucie, fissato, guarda un po’, con i muscoli, le donne e le auto da corsa. E ci fermiamo qui con questa rapida carrellata di nomi tanto per introdurvi un po’ le varie figure che si alterneranno nel gioco e che di volta in volta ci chiederanno di svolgere mansioni per loro troppo rischiose o che non sarebbero in grado di svolgere da soli. Niko, spinto dal bisogno di denaro, si presterà volentieri a soddisfare le richieste dei tipi sopra elencati, quasi come se provasse un gran gusto nel recuperare partite di droga ammazzando centinaia di persone, nell’improvvisarsi cecchino per far fuori un gruppo di malintenzionati, nell’eliminare su commissione una persona in particolare, magari perché ritenuta “scomoda” e così via.
Il Nostro, non eseguirà solo lavori su commissione per gli amici sopra elencati. Passeggiando per le strade tra una missione e l’altra del filone narrativo, Niko potrebbe incontrare alcuni soggetti che abbiano bisogno d’aiuto (contrassegnati sulla mappa dall’iconcina di un omino blu), ora per recuperare un po’ di droga, ora per pedinare la moglie fedifraga, per far fuori un tipo che minaccia la loro incolumità o per essere protetti dalle grinfie dei malviventi durante il loro pericoloso tragitto.

Database, Internet, incontri via chat e tanto altro…
Tra le possibilità messe a disposizione dalla Liberty City di GTA IV, sono da menzionare a parte, aprendo un nuovo paragrafo, il database della polizia, accessibile da qualsiasi volante (chiaramente dopo averne rubata una), il servizio Internet presso gli Internet Cafè disseminati per la città (pochi per la verità, ma sufficienti) e il cellulare. Nel primo caso sarà in qualche occasione necessario ricercare un bandito o una persona per conto di qualcun altro (vi sarete accorti che in questa città il nostro Niko sarà quasi sempre intento a svolgere compiti per gli altri). Ebbene in alcuni casi basterà digitare il nome da noi cercato per visualizzare tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno, risalire dunque all’indirizzo del ricercato e raggiungerlo. Internet è davvero strepitoso. Basta recarsi ad un Internet Cafè per collegarsi con il computer e navigare in rete in maniera decisamente realistica. Potremo visualizzare decine di pagine (alcune tradotte in italiano altre lasciate in inglese – perché mai?), potremo ricercare informazioni, potremo visualizzare la pubblicità, i siti dei negozi presenti nella città e persino conoscere nuove fanciulle tramite il servizio LoveMeet, dopo aver fissato un appuntamento con una delle donne che appaiono in fotografia. In quest’ultimo caso crediamo si tratti di una funzione fittizia. Effettivamente, nel corso del gioco, dovremo fissare un appuntamento (e non andiamo oltre per non spoilerare troppo) ma fuori dalla missione in cui sarà necessario prendere un appuntamento, le altre fanciulle non risponderanno mai positivamente alle nostre richieste. Probabilmente sarà solo scenografia, ma comunque d’effetto. Consultando la nostra casella email, poi, non di rado troveremo posta indesiderata, il classico Spam (per la serie, “donnine in webcam xxx, allunga il tuo coso, compra automobili da sogno e case spettacolari a metà prezzo” ecc…) oltre ad alcune email di parenti e amici conosciuti nel corso della nostra permanenza in America. Non è finita: tramite computer è possibile acquistare e scaricare (a 100 dollari l’una! Mamma mia! Peggio della benzina!) nuove suonerie per il cellulare. E ce ne sono tante e tutte divertenti, dalle sirene della polizia al noto motivetto, dal miagolio di un gattino ai gemiti di una donna. E cogliamo la palla al balzo per descrivere il telefono cellulare, il dispositivo mobile che farà compagnia a Niko dall’inizio ala fine. Presto vi accorgerete che il cellulare sarà indispensabile poiché grazie ad esso le nostre conoscenze potranno contattarci per proporci degli affari, tramite telefonata, SMS o MMS; sarà grazie ad esso che potremo contattare i nostri numeri in rubrica e, sempre grazie al nostro gingillo portatile potremo gestire il nostro menu di gioco, e scgegliere tra le varie opzioni, impostare il gioco in multiplayer (di cui parleremo fra qualche paragrafo)e tanto altro. Insomma, davvero delle belle “chicche”, che completano l’esperienza totale che GTA IV riesce ad offrire.

Gioie e dolori
E adesso viene il bello. Il bello si, perché di un gioco a me piace soprattutto citare i difetti e le eventuali lacune che questo presenta, pur rimanendo comunque un titolo notevole e meritevole dei nostri soldini. E’ quasi un’abitudine consolidata per me, ormai: prendere un capolavoro o comunque un bel gioco e trovarne i punti deboli, vedere quando esso mostri il fianco e cercare di portarne a galla gli aspetti meno convincenti. E non sarebbe un buon lavoro il mio se non mi sforzassi di scovare i nei di un titolo altrimenti perfetto.
Diciamoci la verità. GTA IV, a parte la nuova veste grafica, a parte l’eccellente sonoro, escluse le novità senza dubbio interessanti che fanno capolino in questo nuovo episodio, non offre molto di più rispetto ai precedenti capitoli, e stiamo parlando di gameplay. La struttra è tutto sommato rimasta invariata rispetto a GTA III, Vice City e san Andreas (prima di adesso il mio preferito, ora ex-aequo con il IV). La minestra è sempre la stessa: facciamo la conoscenza del nostro personaggio, ci addentriamo nella città esplorandola in lungo e in largo, facciamo la conoscenza di loschi individui in modo da eseguire per loro il lavoro sporco, eseguiamo le missioni, una ad una, quasi fossero ognuna scollegata dall’altra, separata, come fossero collocate tutte in una camera stagna differente l’una dall’altra. E’ necessario, anche stavolta, iniziare ogni missione recandosi in un punto prestabilito, contrassegnato da un segnale giallo, blu o rosso a seconda che esso indichi inizio della missione (o dell’evento in generale) localizzazione degli amici o dei nemici, in fasce orarie adesso più flessibili che in passato (solo una volta mi è capitato di leggere il messaggio “ritorna alle 19:00″ quando ero già pronto, alle 4:00 del mattino (ora del gioco) a cominciare la mia missione; in San Andreas invece gli orari erano molto più rigidi e il messaggio “torna più tardi” appariva più spesso che in quest’ultimo episodio). La giocabilità poi, non ha subito tutto questo gran “boost” (miglioramento) in quanto i veicoli erano già guidabilissimi e dunque si è pensato bene di aggiungere giusto un pizzico di simulazione in più alla guida, i movimenti di Niko, nonostante il nuovo motore grafico Euphoria, risultano talvolta artificiosi, non troppo precisi e in più di un’occasione difficili da gestire. E’ capitato di dover scavalcare un muro in corsa durante una fuga a gambe levate, o di dover salire una scala con una certa premura durante un inseguimento; ebbene, in entrambi i casi, Niko ha reagito come se si fosse fermato per qualche istante, come se l’azione richiedesse un comando a parte e come se questo venisse eseguito con una certa difficoltà, tipica degli scorsi episodi della serie. Ancora, i controlli per il combattimento a mani nude sono vittime , anche stavolta, di qualche imprecisione e quasi mai preferiremo affrontare i nemici (o i passanti) in uno scontro corpo a corpo, pena alcuni colpi che sicuramente andranno a vuoto e la poca “manovrabilità” del nostro personaggio. Qualche lacuna ancora rimane anche per il furto delle auto. Il Nostro sarà bravo a scaraventare fuori dai veicoli i vari conducenti per impossessarsi del mezzo a quattro ruote o a due ruote che sia, semplicemente premendo un tasto (triangolo nella versione per PlayStation 3, Y per Xbox 360) e fin qui tutto bene, ma provate a far rubare una vettura che abbia dinanzi degli ostacoli. Niko non saprà aggirarli nel migliore dei modi fino a rimanere bloccato in uno dei soliti “glitch” tecnici per la nostra gioia (il sarcasmo è da leggersi fra le righe).
Migliorato senza dubbio il sistema di puntamento delle armi da fuoco, ma ancora lontano dalla perfezione. Il mirino è infatti non troppo preciso e il sistema di aggancio degli obiettivi, per quanto molto migliorato rispetto al passato, rimane ancora un tantino incerto, causando talvolta giri di telecamera improvvisi (specie se saremo accerchiati dai nemici) e conseguenti giri di…testa. Bene inveceil sistema delle coperture, grazie al quale Niko potrà nascondersi dietro ad un muro o ad uno scudo improvvisato, per proteggersi dai colpi nemici e uscire allo scoperto per far fuoco al momento opportuno. Scomodo, inoltre, il sistema di puntamento dell’arma da fuoco mentre si è alla guida di un mezzo.


Intelligenza artificiale?

Un’altra tirata d’orecchie tocca alla gestione dell’intelligenza artificiale che mai, durante tutto il corso del gioco, ha fatto gridare al miracolo, anzi. Capiterà spesso di trovarsi ad uccidere nemici con una facilità impressionante sia con le armi d’ordinanza che con il fucile da cecchino, di inseguire veicoli troppo lenti e dunque troppo facilmente raggiungibili, e, più in generale, il gioco di Rockstar non spicca certo per IA dei personaggi non giocanti (se così possiamo chiamarli). Tutti i passanti, pur presentando una rinnovata gamma di azioni a loro disposizione, sembrano degli ebeti, dei fessi…insomma chiamateli come volete (io sto scrivendo una recensione e non posso sbilanciarmi con le parole, ma vi assicuro che ben più di un “vaffa” è scappato durante le sessioni di gioco). I veicoli, siano essi moto o auto, molto spesso vi correranno incontro, causando incidenti che nella realtà sarebbero senz’altro mortali, come se i guidatori non ci vedessero arrivare…o come se non ci vedessero proprio dagli occhi. Altre volte, in virtu’ sempre di un’IA tutt’altro che soddisfacente, capiterà di essere investiti attraversando la strada, come se i conducenti delle automobili non guardassero che in una sola direzione, come se avessero il paraocchi…come gli asini insomma. Tirata d’orecchi anche a tutto il corpo della polizia. No, non fraintendetemi, non voglio riferirmi, in questa sede, alla polizia italiana (inchino, mi tolgo il cappello – lecchino mode: on) ma alla polizia di Liberty City. Sarà praticamente facilissimo sfuggire alle forze dell’ordine, specie in considerazione del nuovo sistema di stato d’allerta di GTA IV. A seconda del numero di stelle che rappresenterà il nostro grado di sospetto, ovvero quante forze la polizia dispiegherà nel ricercare il nostro Niko, in relazione alla gravità del reato commesso, grossomodo, apparirà un cerchio sulla mappa più o meno vasto, a rappresentare l’area di influenza della polizia, alla quale dovremo cercare di sfuggire. E, credetemi, abituato com’ero negli scorsi GTA, questa volta sfuggire alle due o tre stelle dello stato d’allerta sarà davvero un gioco da ragazzi. basterà infatti allontanarsi dal cerchio, restare fermi per una manciata di secondi al di fuori del cerchio e via, come se nulla fosse accaduto.
Tutto ciò risulta senza dubbio più gradevole per chi non vuole continuamente l’assillo della polizia che negli scorsi capitoli ci inseguiva ad ogni gesto sbagliato, ma mina il realismo generale delle azioni.
                   
Per gli occhi e per le orecchie

Graficamente parlando il quarto episodio di GTA stupisce, è vero, ma non fa gridare ai quattro venti. Potremmo sostenere di avere a che fare con un titolo che presenta alti e bassi in continuazione dove, per fortuna, gli “alti” sono più dei “bassi”. GTA IV presenta una grafica tutto sommato buona, piena di dettagli e particolari, soprattutto all’esterno della città, passeggiando per le strade, ci accorgeremo di alcuni scenari davvero impressionanti e spaccamascella. Bello l’effetto sfocato, i vari blur, depth of field e HDR, la gestione dell’illuminazione dinamica e delle ombre, tutto molto ben implementato. Eccezionali le esplosioni (anche se afflitte da qualche calo sensibile di framerate) e i danni alle auto, molto realistici. La città appare bellissima di giorno, specie se illuminata dalla calda luce del sole durante un tramonto o dai timidi bagliori di un’alba, e notevole di sera, con le luci accese di una città che non dorme mai. Qualche difetto però c’è. E non possiamo sottrarci dal farvelo notare.
Innanzitutto l’aliasing. Qualche filtro non avrebbe certo guastato e si sarebbe potuto evitare che da lontano le funi del ponte sul mare sembrassero semplicemente delle linee che scompaiono una volta su due. Gli ambienti interni, inoltre, avrebbero potuto essere più curati, più carichi di dettagli. E poi basta con l’intersezione di poligoni, non se ne può più, nel 2008! Niko, correndo contro un muro o una porta chiusa, penserà intelligentemente di “trapassarla” con la testa e con gli arti. Se poi avvicineremo troppo la telecamera alle spalle del nostro personaggio, capiterà di vedere le interiora della testa di quest’ultimo, con le orbite oculari in bella mostra. Piccole cose, ok, forse tracurabili, soprattutto a fronte di una mole di gioco impressionante, considerando che il titolo “sposta” una città intera, popolata, densa di vita e piena di poligoni di ogni tipo, moltissimi in movimento, e considerando anche una serie di paesaggi ammirabili dall’alto di un elicottero o dalle sponde del mare che circonda la controparte della reale Manhattan. Davvero notevole l’effetto della luce del sole sull’acqua cristallina (sarà davvero così pulita l’acqua del mare a New York? A Liberty City sembrerebbe di si) e dei riflessi delle luci artificiali sulle superfici di ogni tipo. Spaccamascella i grattacieli sapientemente ricostruiti e gioia per gli occhi sono le insegne di ogni tipo.

Posso salvare dove voglio io?
La risposta è no. Anche in GTA IV, così come nei precedenti capitoli è impossibile salvare in qualsiasi punto, ma bisogna invece sfruttare l’ormai obsoleto e decisamente frustrante sistema dei checkpoint predefiniti, oppure tornare in uno dei nostri rifugi per salvare il gioco in maniera più “sicura”. Per carità, i checkpoint sono frequenti, ma bisogna quasi sempre attendere la fine di una missione per avere accesso a uno di essi. E tutto questo è ormai frustrante, nel 2008, l’era delle meraviglie, in cui l’evoluzione dei sistemi di salvataggio sembra non aver toccato alcuni titoli, come per esempio il bellissimo Lost Odyssey, e adesso anche il quarto capitolo di GTA.
Peccato.

“E l’Oscar per la musica va a…”
E concludiamo in bellezza la nostra recensione esaminando, in un doveroso paragrafo dedicato, il sonoro. Che dire…tutto splendido, senza pecche e perfetto in ogni sfaccettatura. Un sonoro imperioso, eccelso, sublime, realistico, incalzante, adatto ad ogni palato. Dalle musiche di sottofondo (moltissimi brani catalogati per genere e selezionabili mediante la scelta delle stazioni radio all’interno di ogni autoveicolo – ma anche sul motoscafo e in elicottero) adatte ad ogni gusto, dalla musica classica al pop anni ’80 -’90, passando per la musica elettronica/house fino all’hip-hop e al rock con un occhio di riguardo per il Reggae e il recente Reggaeton (lo stile della “Gasolina” di Daddy Yankee per intenderci). E sarebbe addirittura superfluo profferire ulteriore verbo sui dialoghi, già citati in questo articolo, tutti con un accento diverso dall’altro a seconda delle zone che attraverseremo, e tutti realizzati ottimamente quelli del filone narrativo principale. Il doppiaggio è eccezionale, e non solo la voce di Niko (se il doppiatore è americano c’è da fargli un applauso per l’ottimo accento est europeo che riesce ad ottenere, se è un doppiatore slavo l’applauso va a Rockstar che ha saputo conferire la giusta importanza alla voce del protagonista). Ma non si tratta solo di voci e musica. Anche i rumori di sottofondo e gli effetti dell’ambiente circostante che è possibile udire in tutta l’intera città sono di qualità altissima.
E come dopo aver ascoltato una sinfonia in un anfiteatro, anche qui ci sta tutto un applauso. Di cuore.
                       
Niko hai e Niko ti tieni!
Negli scorsi episodi di GTA, era possibile, come ricorderanno gli appassionati, personalizzare i protagonisti. Tanto per citarne uno, ricordo che CJ di San Andreas poteva ingrassare, diventare muscoloso o un fuscello, recarsi dal barbiere per cambiare pettinatura e, in qualche modo, avvicinarsi di più al modello di personaggio scelto dal giocatore, a seconda dei gusti, pur mantenendo comunque una sua personalità, una sua storia, un suo carattere e un ruolo ben definito. In GTA IV gli sviluppatori hanno fatto a meno della personalizzazione del nostro Niko, certo sicuramente uno dei personaggi più accattivanti e affascinanti di tutta la serie (forse quello più interessante in assoluto), ma adesso privo di modificarsi fisicamente e limitato alla sola personalizzazione del vestiario. Meglio di niente certo, e senz’altro questa non vuole essere una critica a questo nuovo episodio, ma solo un’osservazione, doverosa, specie per gli appassionati dei precedenti titoli.

Simpatia +10, affetto -3, intesa +1
Niko intratterrà di volta in volta rapporti diversi con i vari personaggi da lui conosciuti. Con Roman, per esempio, capiterà di recarsi ad uno strip club piuttosto che ad una partita di bowling. Con Little Jacob sarà più facile recarsi nel bar del quartiere giamaicano a giocare a biliardo con sottofondo di Bob Marley (e “sottodore” di Ganja – lol!). Ogni rapporto intrattenuto con i diversi soggetti potrà far aumentare o diminuire la simpatia e la fiducia che essi avranno nei confronti di Niko. Fare una gara clandestina di automobili farà crescere l’ammirazione di Brucie nei nostri confronti e pilotare l’elicottero per Little Jacob potrebbe far accrescere la sua fiducia in noi. Portare Roman ad ubriacarsi aumenterà la stima che egli nutre per il nostro personaggio e così anche con le fidanzate che avremo nel corso del gioco. Dovremo mantenere buone le relazioni con i nostri contatti, pena la mancanza di telefonate da parte di questi ultimi e la conseguente penuria di missioni secondarie da affrontare, e dunque di soldi da intascare. Se ci sottrarremo agli inviti di Little Jacob, per esempio, questi non ci chiamerà mai per realizzare un “colpo” ed intascare dunque parte del bottino che se ne ricaverebbe. Se non accetteremo mai l’invito di Brucie, questi non ci permetterà di fare un giretto sul suo elicottero (insieme a due sventole) o sul suo motoscafo.

MULTIPLAYER
GTA IV sfoggia una longevità invidiabile a qualsiasi gioco del genere, con circa una quarantina di ore di gioco, persino troppe per un titolo di questo tipo, a cui va aggiunta una più che soddisfacente modalità online multiplayer costituita da circa una quindicina di tipologie di gioco. Si parte dalla classica modalità Deathmatch, ovvero tutti contro tutti, in singolo o a squadre, alla Guerra per il territorio, in cui è necessario occupare una porzione di mappa il più a lungo possibile per assumerne il controllo definitivo e vincere il match. Interessante la modalità Mafya Srl, nella quale sarà necessario portare a compimento missioni affidateci da alcuni soggetti e vince chi, alla fine del tempo prestabilito, avrà guadagnato più soldi terminando i compiti assegnati. Immancabile la modalità libera, selezionando la quale sarà possibile girovagare per la città in cerca di avversari o alleati, seminando il panico tra la folla impaurita intenti come saremo a svuotare la cartuccera di proiettili addosso ai nemici, anch’essi giocatori da tutto il mondo collegati in rete. Divertenti ma decisamente più tattiche le modalità cooperative a squadre, come per esempio il guastafeste in cui dovremo irrompere nel bel mezzo di una trattativa per uno scambio di droga, o, ancora, altre missioni in cui sarà necessario scortare un furgone, permettere ad un alleato di scappare incolume mentre pensiamo a guardargli le spalle, o , inoltre, presiedere un posto di blocco della polizia conquistando il territorio a suon di proiettili.
A fare da contorno alla già appetitosa modalità multiplayer vi sono poi una serie di opzioni regolabili che permettono di personalizzare ogni partita online. Si può decidere il tipo di armi da utilizzare negli scontri, il tipo di veicoli che sarà possibile trovare nell’ambiente circostante, creare apposite gare di elicotteri o motoscafi, impostare il livello di allerta della polizia e così via.
Sia su PlayStation 3 che su Xbox 360 è possibile invitare chiunque faccia parte della propria lista amici a giocare in rete (a condizione, osservazione ovvia, che gli invitati posseggano una copia del gioco). Ben implementata la chat vocale, che si puo’ impostare anche in maniera tale da comunicare solo con un determinato personaggio o con tutti contemporaneamente.
Tutto molto bello (cit.) insomma, una modalità online che diverte e senz’altro stupisce non poco, specie considerando che si tratta del primo episodio della serie Grand Theft Auto ad essere dotato di gioco in Internet.

GTA IV è senza dubbio un gioco eccellente, un titolo che, pur non riuscendo ad impressionare per il numero di novità introdotte, sa farsi apprezzare per essere riuscito a riproporre una formula già vincente in “salsa” next-gen. Il free roaming e l’interattività con i personaggi non giocanti (passanti, polizia, venditori, negozianti ecc.) costituiscono anche stavolta i punti forti di un gioco senza dubbio destinato a rimanere negli annali del videoludo. Una longevità addirittura sovrabbondante della modalità single player unita ad un inaspettatamente fresco ed interessante gioco online, una cura maniacale per i dettagli di una città adesso più abitata e pulsante che mai ed un sonoro da oscar, fanno di Grand theft Auto IV non solo un titolo da acquistare immediatamente, se non l’avete già fatto, ma addirittura in edizione speciale, davvero molto bella, arrivata in redazione con tanto di borsone targato Rockstar, portachiavi, cassetta di sicurezza in metallo, colonna sonora e artbook da non perdere.

9/10