Braid – Recensione

Piattaforma: Xbox 360(XBLA), PC
Genere: Platform
Produttore: Braid Development
Sviluppatore: Braid Development
Lingua: Italiano
Giocatori: 1
Età: 12+
Prezzo: 1200 MP (15€ circa)

Braid cover frontUn genere accantonato

I giocatori più esperti si ricorderanno sicuramente la moltitudine di platform presenti su console a 8 e 16 bit e portatili. Il mercato nonostante dovesse confrontarsi con l’allora irrangiungibile Mario Bros di Nintendo sfornava titoli a ripetizione tutti seguendo le tracce dell’idraulico baffuto. L’avanzamento tecnologico soprattutto in termini grafici ha ridimensionato sempre più il genere platform. Il passaggio alle tre dimensioni ha prima sconvolto il genere realizzando si titoli validi ma che non riuscivano a reggere il confronto con i predecessori (il caso Super Mario World – Mario Sunshine è un esempio abbastanza esemplificativo) poi sono andati sempre più lentamente scomparendo. Fortunatamente piattaforme come il servizio di Live Arcade di Microsoft ha permesso a team indipendenti di realizzare grandi progetti con piccoli investimenti e di far rivivere le emozioni dei grandi classici anche a distanza di molti anni dagli originali. Con il suo stile fiabesco e ironico Braid è la dimostrazione che il genere platform ha ancora qualcosa voglia di dimostrare tutto il suo valore.

Atmosfera fiabesca

Braid è un giovane innamorato della sua principessa anche se il destino li ha divisi più volte fino a quando un terribile mostro non la catturò obbligando Braid a intraprendere un lungo viaggio alla ricerca della sua amata. Il mondo di Braid è composto da sei mondi, con il primo che funge da collegamento tra gli altri. Ogni mondo è perfettamente caratterizzato da un proprio stile grafico, un repertorio di musiche inedite e meccaniche di gameplay differenti.

Ogni mondo inoltre offre anche dodici pezzi di un puzzle che andranno raccolti e poi collegati fra loro per ottenere particolari illustrazioni e sbloccare obiettivi ma non solo. Ogni singolo pezzo ha una propria storia e un proprio meccanismo per essere raccolto. Il gioco si fonda su enigmi di difficoltà medio-alta sempre diversi e mai banali. In una occasione ad esempio vi capiterà di dover utilizzare alcune tessere del puzzle già raccolte e unite per
formare una piattaforma e permettere di raggiungere un tassello altrimenti inaccessibile. Nella maggior parte delle situazioni tuttavia è il tempo il vero fattore da considerare, tramite la pressione dell’apposito tasto infatti sarà possibile rimandare indietro di diversi secondi le proprie azioni e tramite i dorsali sarà possibile accelerare questo processo. Ci sono poi porte, piattaforme e nemici che sono soggette al cambiamento spazio-temporale mentre altre no, giocando con i tasti è possibile osservare come cambia la medesima situazione operando scelte appena differenti.

Braid vs Mario

Braid 360 pcLa ricerca dei pezzi dei puzzle rappresenta il vero fulcro del gioco, limitarsi a superare i vari livelli che compongono ciascun mondo di gioco per raggiungere i castelli trasformerebbe Braid in un titolo noioso e ripetitivo. Le meccaniche da platform sono volutamente fuse con i puzzle e le sfide
per il raggiungimento dei tasselli. Inoltre al completamento di ogni puzzle verranno aggiunti alcuni gradini che porteranno fino all’epilogo finale. Purtroppo però il livello di difficoltà è molto elevato così come la meccanica di certi enigmi che si rivela davvero complessa. Potrebbero volerci ore per
capire come azionare l’interruttore giusto o come muovere una piattaforma il che rende Braid un titolo atipico e destinato ad una fascia di pubblico più limitata rispetto ad un qualunque sparatutto. Anche lo stile grafico è unico: l’azzeccatissima grafica bidimensionale è colorata da mille pastelli, ogni mondo ha il suo stile e si riconosce in tutto. Il perfetto mix d i colori, musica di sottofondo e sfondi disegnati rendono Braid un titolo unico capace di garantire un livello di immedesimazione mai visto in un live arcade. A parte il livello di difficoltà stona un pò la narrazione della storia che viene raccontata in modo piuttosto confusionale e con l’uso di una dialettica troppo ampollosa che rende ancora più difficile distinguere la retorica dalla realtà degli eventi.

Braid è un titolo davvero unico nel suo genere: è l’ultimo (in termine cronologico) esponente di un genere che sembrava quanto mai ingiustamente accantonato, è un mix perfetto tra platform ed enigmi, è una gioia per gli occhi e un piacere per l’udito, è appassionante e coinvolgente, forse a tratti frustrante quando non si riesce a realizzare il giusto meccanismo per raggiungere l’agognato tassello, ma è anche un’esperienza unica che merita di essere vissuta a tutti i costi.

9/10