Ed eccolo qua, dopo mesi di notizie, anticipazioni, indiscrezioni e hype alle stelle, finalmente il blockbuster bellico di Infinity Ward è uscito. L'attesa era talmente alta che non sono pochi i rivenditori che hanno rotto la data del “day one” vendendo in anticipo il gioco, per non parlare di file nei negozi specializzati, party di lancio hollywoodiani e milioni di copie vendute in pochi giorni. L'episodio precedente spezzava la tradizione della serie, nata e proseguita nell'ambientazione della Seconda Guerra Mondiale fino al terzo capitolo, trasportando le vicende in epoca moderna, senza più appoggiarsi a battaglie storiche ma solo ispirandosi alla realtà. Il successo fu strepitoso: a dispetto di una campagna single player intensa ma breve, Call of Duty 4: Modern Warfare appassionò milioni di giocatori soprattutto grazie alla sua componente multiplayer, tanto su console quanto su PC e ancora oggi, almeno fino all'arrivo del seguito, rimane uno dei titoli più giocati online.
Con premesse simili, risulta più comprensibile la grande trepidazione intorno all'uscita di Modern Warfare 2, ma merita davvero tutto questo? Non è semplice rispondere a questa domanda.Chi ha adorato il primo capitolo si sentirà subito a casa: l'azione intensa, la sensazione di trovarsi in mezzo a scontri violentissimi, è tutto come lo ricordavamo e, s'è possibile, Infinity Ward ha fatto un passo in avanti, portando il giocatore all'interno delle situazioni più concitate, senza lasciarle a filmati o movimenti automatici. Il tutto condito da eventi scriptati, molto ben curati, che trasportano il giocatore in un'esperienza a livello cinematografico, ma proprio come in un film, interamente guidata dalla “regia” dei ragazzi di Infinity Ward.
Pur nella sua brevità, la campagna single player è in grado di regalare un'ottima varietà di situazioni, mettendoci nei panni di alcuni soldati dell'esercito Americano alle prese con missioni di inseguimento e cattura di testimoni in Sud America, incursioni tra i ghiacci artici in cui ci verrà chiesto di fare spettacolari irruzioni in bullet-time, e ancora operazioni di difesa del suolo degli Stati Uniti tra villette, fast food e campi da golf. Oltre all'arsenale, che comprende pistole, fucili e mitragliatori di ogni sorta, in alcune situazioni potremmo mettere le mani su gingilli ipertecnologici, come i ricognitori Predator, attraverso i quali colpire in maniera mirata una specifica sezione del campo di battaglia, mettendo fuori gioco mezzi pesanti o roccaforti nemiche altrimenti inespugnabili. L'esperienza per singolo giocatore è spettacolare, carica e ben costruita, ma non propone nulla di innovativo rispetto al predecessore, continuando sulla stessa, ottima strada già percorsa e collaudata.
Come accennato in precedenza, il fiore all'occhiello della serie, e nello specifico della sua incarnazione moderna, è il comparto multigiocatore. Il sistema multiplayer si basa su classi preimpostate (soldato semplice, cecchino o ricognitore) oppure permette la scelta di parametri per una classe personalizzata, indicando equipaggiamento, armi e bonus. Questi ultimi permettono di caratterizzare il proprio personaggio secondo lo stile di gioco a noi più congeniale, scegliendone tre fra quelli disponibili : gli amanti della distruzione possono puntare sul potenziamento dei danni causati dai proiettili, aumentare la portata degli attacchi all'arma bianca e migliorare la resistenza, mentre chi preferisce maggiore agilità può scegliere i bonus velocità di movimento, velocità di ricarica e la camminata silenziosa. Battaglia dopo battaglia, il nostro alter ego guadagna esperienza (fino ad un livello massimo di 70) con la quale è possibile migliorare le proprie caratteristiche e sbloccare ulteriori modalità di gioco e sfide. Tra le novità più evidenti, sempre in ottica multiplayer, troviamo la modalità per gli scontri in terza persona e la possibilità di affrontare alcune Operazioni Speciali in modalità cooperativa con un amico.
Tutto molto bello, tutto perfetto. Ma allora perché gli utenti PC hanno levato un coro di proteste per le scelte di Infinity Ward in campo multiplayer? Rispetto al capitolo precedente, questa modalità, in Modern Warfare 2, è un deciso passo indietro: tutte le caratteristiche più utilizzate dalle comunità online su PC sono state eliminate in favore di un'omogeneizzazione dell'esperienza con la versione console. Niente più server dedicati, niente LAN, niente supporto a mod, sfide ridotte ad un massimo di 9vs9, solo un'unica piattaforma, IW.net, che si basa su un sistema peer to peer, scelto per permettere il controllo completo delle attività online per MW2 e limitare così la pirateria. Questo significa che per giocare in multiplayer, gli utenti verranno indirizzati, in maniera casuale, dalla piattaforma di Infinity Ward verso il PC di uno dei giocatori disponibili, che farà da host e avrà, dunque, latenza zero, mentre le latenze dei giocatori ospiti dipenderanno dalla qualità delle connessioni propria e dell'host. Come se non bastasse, c'è sempre la possibilità che il giocatore ospitante abbandoni la partita, attivando così il sistema di migrazione dell'host su un altro PC, operazione che ha già dato prova di non funzionare sempre a dovere.
Tirando le somme, con Modern Warfare 2 Infinity Ward affina senza stravolgere la già buona esperienza single player del primo capitolo, mentre la componente multiplayer, su console, fa un deciso passo avanti in quanto a modalità e completezza. Il PC, invece, pur ritrovando tutto ciò che è presente sulle altre piattaforme, vede in qualche modo “castrata” la qualità di un multiplayer che in CoD 4 si era mostrato tra i migliori in assoluto. Dal canto suo, Activision si mostra comunque soddisfatta delle vendite di MW2 su questa piattaforma, vedremo se il futuro darà ragione alla delusione degli utenti “hardcore” o alle scelte di Infinity Ward.
8/10
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