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Velvet Assassin - Recensione

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Velvet assassin cover frontGenere: Action
Piattaforma: Xbox 360, PC (versione analizzata)
Sviluppatore: Replay Studios
Produttore: Dtp
Distributore: Halifax
PEGI: 18+
Data Uscita: 08/05/2009
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Non si può dire che la seconda guerra mondiale sia un tema poco sfruttato, nei videogiochi. Dagli sparatutto agli strategici, ci sono titoli per tutti i gusti. Uno stealth game, però, mancava. E qui si inserisce Replay Studios, che portano Splinter Cell nel pieno del conflitto e mettono al posto del buon vecchio Sam Fisher, l'avvenente spia inglese Violette Summer. La nostra Violette non è, fortunatamente, un banale clone del rude agente dell'NSA, almeno sulla carta, e si ispira ad un personaggio realmente esistito, Violette Szabo, agente segreto degli Alleati che, nella sua ultima missione, venne catturata e giustiziata dai tedeschi.

Ricalcando la realtà storica, la finzione ludica ci presenta una Violette in punto di morte su un letto d'ospedale, in cui ricorda le sue passate missioni di spionaggio.
Ed è proprio il flashback ad essere l'espediente narrativo attraverso il quale prenderemo il controllo della nostra eroina, nel tentativo di sabotare i malefici piani dell'Asse.
Quindi basso profilo, muoversi nell'ombra, poco rumore e andiamo a vedere cosa ci riserva questo Velvet Assassin.

Velvet assassin screenshot 01Già, che cosa ci riserva? Ben poco, purtroppo.
Il gioco, fin da subito, mostra un'esasperata linearità, che si traduce nell'impossibilità di scegliere un approccio personale alla missione, ma costringe ad attuare l'unica soluzione possibile, quella pensata dai programmatori. Soluzione, questa, spesso e volentieri, suggerita in maniera palese dallo stesso gioco, tramite le parole della stessa Violette, o quando le sovrimpressioni indicano quali oggetti andranno necessariamente spostati.
E se la soluzione non è esplicita, ecco che lo spettro del trial&error piomba su di noi con una frequenza insopportabile, costringendoci a provare e riprovare, nella speranza che la nostra idea coincida con il pensiero del game designer. Questo elemento è reso ancor più irritante dall'assenza di salvataggi liberi, che rende necessario ripartire ogni volta dall'ultimo checkpoint (non particolarmente frequenti) per ripetere, come una nenia, le stesse azioni un numero spropositato di volte.
Confessiamo che, a causa di questo, il numero di improperi rivolti a Velvet Assassin è stato ben oltre la media.

Velvet assassin screenshot 02Trattandosi di uno stealth game, sarà basilare riuscire a muoversi nell'ombra e in silenzio, per poi sbucare alle spalle del nemico per eliminarlo con una delle quaranta diverse mosse a disposizione; ma a noi basterà solo premere un tasto, l'animazione verrà scelta dalla CPU in base al contesto.
Semplicistiche le meccaniche di azione furtiva: nessuna "gradazione" di occultamento, solo tre livelli, esposto e visibile (a meno di non trovarsi dietro un riparo) o nascosto. In questo caso, quando saremo all'ombra o mimetizzati tra i cespugli, l'hud ci segnalerà la nostra "invisibilità" tramite un alone viola intorno alla silhouette, in basso a sinistra, e alla stessa Violette. Invisibilità relativa, naturalmente, poiché se dovessimo incrociare il cammino di un soldato non potrà non notarci e far scattare l'allarme.
Cogliere alle spalle i nemici sarà un compito tutt'altro che complicato: premere il tasto per il movimento furtivo ci renderà completamente silenziosi, indipendentemente dalla superficie sulla quale stiamo camminando, per cui, non appena comparirà sullo schermo l'indicazione del tasto da premere per uccidere il malcapitato, un click ed è morto. A meno che non lo si voglia far sparire a distanza con uno dei colpi (limitati) della pistola silenziata. Semplice, semplice. Anche troppo.
Spostare i corpi dei nemici, una volta eliminati, sarà pressoché inutile nella maggior parte delle situazioni, è molto raro che due soldati passino nella stessa zona, per cui nessuno potrà notare i cadaveri, dunque sarà superfluo occultarli.

Velvet assassin screenshot 03Nel caso, però, in cui la situazione dovesse farsi animata, la nostra bella spia avrà a disposizione la morfina, variazione sul tema "ferma il tempo", che una volta attivata trasformerà, per un breve periodo di tempo, il mondo in una sorta di luogo onirico, nel quale potremo far fuori il nostro avversario senza correre alcun rischio. Una volta ucciso il nemico, tutto tornerà come prima. Utile per evitare di ricaricare il checkpoint per l'ennesima volta.
A spezzare la monotonia del "spegni la luce & ammazza il crucco", verranno in soccorso alcuni momenti in cui dovremo vestirci da sexy-soldatessa tedesca, per passare inosservati tra le linee nemiche, a patto di stare a debita distanza dai militari, che, trovandosi faccia a faccia con noi, potrebbero riconoscerci.
Portando avanti le azioni di spionaggio e trovando alcuni oggetti speciali sparsi per i livelli saremo in grado di guadagnare punti esperienza, i quali, al raggiungimento di ogni migliaia, permettono di migliorare una delle tre caratteristiche principali: morfina, occulto e forza; ma, ad essere sinceri, non ci è sembrato che tali miglioramenti influenzassero più di tanto il gioco.
Immaginiamo che leggere "occulto", poche righe sopra, vi abbia lasciati perplessi. Niente che abbia a che vedere con poteri mistici o mostri demoniaci, state tranquilli, è solo una traduzione approssimativa, laddove sarebbe stato più adatto "occultamento". Incuria che si nota anche nei menu, dove al posto di un semplice "ricomincia" è ben leggibile "rocmincia". Un banale errore di battitura che denota la scarsa attenzione riposta nell'adattamento alla nostra lingua e le voci (sottotitolate), sono rimaste in lingua originale.

Sarà l'estrema linearità, saranno gli insopportabili chechpoint ricaricati mille volte, o forse il fatto che avevamo appena finito quel capolavoro stealth di Thief 2 (in onore dei vecchi tempi), ma questo Velvet Assassin non l'abbiamo proprio digerito.
A fronte di una buona ambientazione, di una grafica piacevole e di una protagonista tutto sommato interessante, il gioco di Replay Studios sembra costruito per impegnare il meno possibile, riuscendo comunque ad essere frustrante in diverse occasioni. E' un peccato, un'occasione sprecata, però alcuni scorci di Parigi sono veramente belli da vedere.

 

5/10


Commenti

avatar Midna
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Peccato, mi sembrava che questo titolo potesse avere ottime potenzialità. Pazienza.
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avatar Raiden
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Si...sembrava interessante. E invece no.
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avatar Paxer
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infatti anch'io ne avevo sentito parlar bene in sede di anteprima ma poi il titolo si è rivelato una mezza delusione.
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