Giocare a Zeno Clash mi ha ricordato di quando guardai Videodrome per la prima volta, senza capirci una mazza. Di quando rimasi per tre ore in silenzio dopo aver visto Matrix al cinema. Di quando diedi via il VHS di eXistenZ perché quelle armi biomeccaniche mi mettevano un’angoscia fottuta. E, sebbene Zeno Clash non sia affatto un gioco cyberpunk, condivide con le opere di cui sopra un fascino visionario, indecifrabile e talvolta inquietante. A distinguerlo da tutti gli altri FPS sulla piazza, più che le sue meccaniche, è infatti la sua art direction e la sua atmosfera. In soldoni, il suo stile. Nei panni di un preistorico barbaro di nome Ghat, il giocatore si ritroverà ad affrontare fiumi di bizzarre creature più o meno grandi, ma che condividono la stessa indole. Per un motivo o per un altro, sono tutti incazzati neri. Il design di alcuni personaggi chiave del gioco lascia semplicemente a bocca aperta, mentre l’inquietante Father-Mother è già candidato a essere uno dei migliori personaggi non protagonisti dell’anno.
Anche gli oggetti e le armi, coerentemente all’ambientazione, sono fatti di ossa, sassi e piante, sebbene talvolta siano un semplice corrispettivo à la Art-Attack di quelle moderne. Belle esteticamente e divertenti, ma in realtà il giocatore sarà spinto a usarle piuttosto di rado: la natura frenetica dei combattimenti e l’ira implacabile dei nemici lo costringeranno il più delle volte a lanciarsi in una più rude scazzottata. Fortuna che i ragazzi di ACE Team hanno speso gli ultimi due anni a realizzare e affinare un ottimo combat system di mischia, fatto di prese, parate e contrattacchi. Richiede un minimo di pratica all’inizio, ma non è mai né troppo semplice e né troppo ostico, mentre il lock-on permette di muoversi attorno al nemico di turno e preparare l’attacco. Un po’ come accadeva in Red Steel ma con la differenza che stavolta è divertente. Imbattendosi nei nemici si entrerà in una sorta di modalità versus, con tanto di barre d’energia sia per il giocatore che per gli avversari.
L’unico vero problema di Zeno Clash, tuttavia, sta proprio nella troppa linearità e schematicità del level design. L’ordine “combattimento-percorso-combattimento” diventa palese dopo poco, mentre un universo tanto affascinante e bizzarro avrebbe certamente meritato una seppur minima componente esplorativa. Un peccato? Senza dubbio. Un pesante difetto? Per niente. Il prezzo budget (15€) controbilancia una longevità sotto la media (sarà possibile terminarlo in poco più di cinque ore), mentre le raffinate meccaniche, i furiosi combattimenti, la trama affascinante e il meraviglioso stile delle creature e degli ambienti fanno in modo che non ci si accorga della lieve ripetitività del gioco. Ora però devo eliminare la mia copia di Zeno Clash: quelle armi bio-meccaniche mi mettono un’angoscia fottuta!
Altri articoli sui giochi Indie su IndieVault.it è un progetto di Vincenzo Lettera, editor di GamePro e Responsabile Area Centro Italia di AIOMI, Associazione Opere Multimediali Interattive.
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