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X-Blades - Recensione

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Piattafiorma: PC,PS3,X360
Genere: Action
Sviluppatore: Gaijin Entertainment
Lingua: Italiano
Giocatori: 1
Età: 16+

 

L'est europeo sembra essere diventato una fucina di nuove software house dedicate ai videogiochi, e così dopo i vari Illusion Softworks, People Can Fly e GSC ecco sbucare i Gaijin Entertainment, sviluppatori russi che, dopo alcuni titoli rilasciati esclusivamente in madrepatria, hanno deciso di varcare i confini con un titolo di chiara ispirazione orientale: X-Blades.

Riuscirà questo curioso connubio di culture ad essere convincente? A tutta prima X-Blades sembra voler essere una sorta di ibrido tra Tomb Raider e Devil May Cry. Abbiamo un'eroina discinta, anch'essa predatrice di tombe (ma certamente meno prosperosa della più nota Lara), e nei minuti iniziali si ha la sensazione di ritrovarsi a dover fare i conti con elementi platform; questi ultimi si riveleranno poi decisamente sporadici e discretamente noiosi. La ben evidente coppia di spade, insieme alla doppia pistola, invece, fanno pendere l'ago della bilancia verso il gioco Capcom, e una volta arrivati al primo scontro, l'ispirazione appare evidente (come quando, utilizzando le pistole durante un salto, la caduta viene rallentata), pur mancando completamente del carisma di Dante e del più recente Nero.

Siamo quindi in pieno button smashing, purtroppo nel senso peggiore del termine. Laddove Devil May Cry invitava il giocatore a variare nell'utilizzo di mosse e combo, oltre che per soddisfazione personale anche per vedersi assegnare un voto nello stile, in X-Blades tutto si risolve con la pressione di un unico tasto, e vi basterà contemporaneamente muovervi a rotazione nelle quattro direzioni per avere ragione di qualsivoglia numero di nemici, arrivando a fare combo di oltre duecento colpi con uno sforzo minimo, sporadicamente intervallato dall'utilizzo delle pistole per colpire nemici altrimenti irraggiungibili, o di alcune abilità speciali, acquistabili "spendendo" una parte delle anime conquistate dai nemici sconfitti.

Tali magie, pur essendo presenti in discreto numero, non aiutano a impreziosire di una certa varietà un gameplay incredibilmente piatto e monotono, ambientato in livelli che si rivelano nient'altro che un susseguirsi di arene non particolarmente ispirate, piuttosto anonime nel design così come i nemici, che spaziano dai ragni agli insetti giganti, passando per uomini-rettile e dei fantasmi svolazzanti, senza alcun guizzo di originalità.

Stesso discorso per i boss che, oltre a non necessitare di particolari strategie per essere sconfitti, non mostrano una qualsivoglia barra che mostri il livello della loro salute, costringendoci ad andare aventi per inerzia, ripetendo noiosamente le stesse azioni, colpo dopo colpo, nella speranza che ogni stoccata successiva sia anche l'ultima. Inoltre, durante questi scontri, si è costantemente attaccati da altri nemici comuni, che quando ci si trova in piccole arene, trasformano le battaglie in un'accozzaglia informe di personaggi su schermo, aumentando ancora di più il senso di confusione nel premere ripetutamente lo stesso tasto. In questo non aiuta sistema di controllo, che prevede la telecamera alle spalle della protagonista, in pieno stile Tomb Raider, e non permette di avere un'adeguata visuale del campo di battaglia, con le conseguenze che potrete ben immaginare

 

 

Lo stile cartoonesco non nasconde la povertà di poligoni e le texture non particolarmente ispirate, che rilanciano quel senso di anonimato già citato a proposito del design generale di questo titolo. Come non citare poi la presenza di un effetto "lens flare" che ci ha fatto tornare indietro ai tempi delle prime schede 3Dfx per PC, quando questo effetto era una vera e propria mania, e veniva inserito in qualsiasi gioco. Aggiungiamoci pure un esagerato effetto di riflesso della luce sulle spade e inspiegabilmente sulla stessa eroina, tanto da farla apparire, in alcuni frangenti, come fosse radioattiva, ed ecco che completiamo il quadro di un gioco che non ha nulla da dire, in nessun campo. Unica nota positiva, la leggerezza del tutto, che permette di mantenere il frame-rate alto su tutte le piattaforme. Taceremo la storia, un trascurabile polpettone a base di maledizioni e templi nascosti, condito da  scene d’intermezzo con dialoghi al limite del ridicolo che farebbero fatica ad trovare spazio anche in un film di serie Z.

 

 

X-Blades sembra un gioco di dieci anni fa, nelle dinamiche di gioco, nel level design e in alcuni frangenti anche nell'aspetto estetico. E con un gameplay così piatto e monotono, probabilmente nemmeno dieci anni fa esso sarebbe stato considerato un buon gioco. Considerando poi che Capcom ha pubblicato da un pezzo Devil May Cry 4, anche su PC, non c'è veramente alcuna ragione per acquistare un titolo così povero di qualità.

5/10

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