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The House of The Dead: Overkill - Recensione

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(1 - user rating)
Piattaforma: Wii                                                   
Genere: Shooter
Produttore: SEGA

Sviluppatore: Headstrong Games
Lingua: Italiano
Giocatori: 1+

Età: 18+
Versione Analizzata: PAL

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Ultimamente SEGA sarebbe raffigurabile come un’erma bifronte, da un lato volta al futuro e ai nuovi progetti in cantiere, quasi tutti degni di nota e tutti di indiscutibile valore tecnico e/o artistico, dall’altro rivolta al passato, magari non troppo remoto, con la continua tentazione di riprendere vecchie glorie riesumandole e riportandole a nuovo splendore. Soddisfiamo subito la bramosia di sapere dei lettori, anticipando che The House of The Dead: Overkill ci è piaciuto, e il voto finale assume un significato che va ben oltre quello che può essere un semplice valore numerico, poiché se è vero che il genere stesso a cui Overkill appartiene non “tira” più molto nel panorama video ludico odierno,  è altresì vero che il nuovo titolo di Headstrong Games è particolarmente ben riuscito e riesce a riportare ai fasti dei bei vecchi tempi una serie tanto “ignorante” quanto memorabile.

 

Overkill non manca di personalità, poiché padroneggia uno stile intriso delle caratteristiche tipiche di un film anni ’70, in pieno spirito tarantiniano. Certo, l’originalità latita e anche l’innovazione è estranea a questo titolo, ma il divertimento che esso riesce a procurare al videogiocatore, purtroppo per pochissime ore, non è trascurabile. L’impeccabile Agente G e il muscoloso Isaac Washington avranno il loro bel da fare con i classici zombie e con le più disparate ed orride creature. Il tasso di violenza e di gore è sensibilmente aumentato, con nuovi tipi di uccisioni, esplosioni di arti e teste, spargimenti di sangue a fiumi e amenità di questo genere. In generale, comunque, l’atmosfera di Overkill è permeata da uno spiccato senso dello humour, che si concretizza nelle battute del caricaturale Washington, pronto a sottolineare la criticità dei momenti meno opportuni con dementi e paradossali sortite. I livelli sono sette, alcuni dei quali puntano ad espandere la longevità media di ogni stage finora affrontato nei precedenti capitoli della serie. Se nelle passate iterazioni era facile completare un livello in circa venti minuti, o anche in meno, a seconda della bravura del giocatore, adesso si può anche impiegare molto più tempo per completare un solo livello. Peccato che a queste pretese di longevità faccia da contraltare la ridicola durata di altri livelli, ben sotto la media sopraccitata.

 

Ancora una volta, come spesso accade in titoli di siffatta fattura, la durata complessiva è da incrementare mediante vari extra, quali modalità supplementari, ovvero il Survival, il Director’s Cut, una modalità cooperativa e una serie di minigiochi più o meno apprezzabili. Dopo ogni livello è possibile ottenere un giudizio complessivo riguardante la percentuale di colpi andati a segno e combo, e a seconda dei risultati è possibile ottenere una determinata quantità di denaro spendibile poi per nuove armi, quali mitra, fucili e via dicendo. Questi gingilli permettono di far fuori i nemici in maniera certo più agevole, ma facilitano sin troppo il gioco e limitano la possibilità di eliminare zombie e creature spregevoli mediante combo o altre trovate. E’ vero infatti che un nemico sarà certamente abbattuto dopo una raffica di colpi mediante chaingun, ma è altrettanto vero che per farlo saremo costretti a usare molti colpi piuttosto che uno solo ben assestato, sacrificando la precisione e il denaro che deriverebbe da una maggiore accuratezza.

 

 Evitando di dilungarci troppo sulle caratteristiche tecniche di un titolo che non può pretendere risultati notevoli su una macchina congenitamente limitata come il Wii, ammettiamo però di essere rimasti piacevolmente sorpresi dal risultato ottenuto, di pregevole fattura senza dubbio, sia per quanto riguarda il numero di poligoni che si muovono su schermo che per quanto concerne l’implementazione delle texture. Sonoro e grafica, come già accennato, pescano a piene mani dalla cinematografia degli anni ’70, rendendo nel modo più opportuno l’effetto della pellicola crepitante e proponendo una serie di musiche ed effetti speciali non esaltanti ma azzeccati e incalzanti. Inutile e anzi scomoda la Wii Zapper. Questo insulso ammasso di plastica può far sembrare l’esperienza di gioco un tantino più realistica, pagando però il prezzo di una scomodità non indifferente nel momento in cui, se attaccati da una creatura nemica, sarà necessario scrollarsi quest’ultima di dosso muovendo il Wiimote, incastonato in quest’inutile oggettucolo. Evitabile.

 

Un titolo frizzante che riporta la serie di The House of the Dead ai fasti dei vecchi tempi, esaltando il giocatore con l’introduzione di sferzanti battute e di un retrogusto nostalgico in pieno stile cinema pulp anni ’70. Poco altro da dire, e poco da fare, se non fosse per tutte le modalità aggiuntive che il team di Headstrong Games ha pensato bene di inserire. Divertente, dannatamente divertente.

 

7/10

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