Dieci anni di sviluppo espressivo e opere artistiche. This is a Cry for Help racchiude in sé tutte le creazioni di Edmund McMillen, un artista indipendente che dal fumetto è passato ai videogiochi. McMillen racconta, attraverso immagini, scansioni, video e documenti, la sua storia, le difficoltà, le emozioni e la sua crescita come sviluppatore di giochi (e non solo). Nella collection (acquistabile per 10$ sul sito ufficiale) sono presenti, oltre a tutti i suoi giochi (tra release complete, demo e prototipi), le scansioni delle strip e dei fumetti autopubblicati in passato. Si tratta di un chiaro punto d’incontro tra la nona arte e i videogiochi, oltre a un approfondita scoperta di una delle personalità più attive nell’attuale scena indipendente. Ho deciso di elencare e descrivere in breve i giochi presenti nel CD, sebbene la mole e la qualità dei contenuti extra presenti rendano ciò che segue solo una piccola anticipazione. Enjoy!
Un semplice gioco arcade in cui si impersona un abominevole aborto della natura un tenero mostriciattolo intento a sopravvivere mentre dal cielo piovono le più svariate amenità. Modalità normale e survivor: raccogliere i vermi per tenere alto il metro di salute e far fuori tutto il resto. Power up e desperation attack. Disegni splendidi, per quanto macabri, e geniale art design. McMillen rivela che nel concept iniziale del gioco erano previsti dei contenuti a sfondo pornografico-macabro, mai inseriti nella versione finale.
Clubby The Seal
Clubby è una tenera foca. Una tenera foca con una grossa clava. In CtS dovrete farvi strada lungo l’intero scenario massacrando degli esquimesi incazzati che vogliono linciarvi e vendere la vostra pelle al mercato. Dovete anche stare attenti ai cacciatori sulle navi, che di tanto in tanto lanceranno qualche arpione verso di voi. Attenzione però a non restare incastrati tra due o più nemici se ci tenete alla pelle: l’energia andrà via con una rapidità impressionante.
Gish è il primo grande capolavoro di McMillen. Nelle vesti di un melmoso blob ghignante, bisognerà superare ciascun ostacolo sfruttando le sue abilità. Si potrà saltare, incollarsi alle superfici, rendersi più malleabili per scivolare negli stretti condotti o irrigidirsi per schiacciare i nemici. Vincitore di numerosi premi e riconoscimenti, Gish è stato uno dei giochi più innovativi e visivamente attraenti del 2005, riscontrando un notevole successo di critica. Nella versione completa del gioco (acquistabile per 20$) si trovano cammeo e citazioni di altri noti platform, oltre a interi livelli che rendono omaggio a vecchi classici come Mario, Pac-Man e Pitfall.
Sebbene sia uscito per ultimo, Dumpling è il primo capitolo della trilogia Badlands: lo stesso autore consiglia di giocarlo prima di Weltling 2 e Peashy in modo da comprendere appieno la trama che c’è dietro. Nel gioco bisognerà spostare con estrema cautela il piccolo feto all’interno dell’organismo ospite, cercando di evitare i batteri (o quelle cose che sembrerebbero batteri) e raccogliere nutrimento per evolvere nei vari stadi. Oltre alla modalità Story, sono presenti Time Trial, Multiply e Rebound.
Carious Welting 2ripropone la stessa e identica formula del suo predecessore, evolvendola sia tecnicamente che nei contenuti. Infatti, il gioco è ora arricchito da una più solida Story Mode, composta da cinque livelli al termine dei quali bisognerà affrontare l’enorme Mama Dumpling. Per chi ha apprezzato il primo capitolo, non mancherà inoltre una Classic Mode, nella quale si prosegue di livello in livello senza limiti, e una Survival Mode a tempo. Infine, è stata inserita una Bombard Mode in cui bisognerà resistere a una feroce pioggia di palle di carne. Triachnid
Nato da un’idea del giovane Florian, Triachnid è quella che McMillen definisce una delle sue produzioni più materne. Nel gioco bisognerà guidare una sorta di ragno a tre zampe, spostandole in avanti con il mouse, in modo da farle aderire al terreno e far camminare la creatura. Sebbene appaia un po’ macchinoso nei primi minuti di gioco, presto muovere il triacnide diventerà intuitivo e stimolante, sensazione esaltata ancor più da splendidi fondali e musica d’atmosfera. Bisognerà però stare anche attenti a trattare con cura il tripode essere: muovergli le zampe con troppa violenza gli causerà dolore, portandovi dopo pochi tentativi alla fine della partita.
McMillen considera Cereus Peashy il suo vero ‘primo gioco’. Realizzato inizialmente in collaborazione con Tom Fulm (Alien Hominid), Cereus è uno dei platform più irriverenti ma controversi dell’autore. Criticato da molti per il suo design sottotono, il gioco impone di avanzare attraverso i livelli saltellando su nemici già noti in altri giochi precedenti evitando di essere colpiti. Non mancano alcuni combattimenti con boss, in cui solitamente si fa uso degli enormi chiodi raccolti durante il livello. Il protagonista è anche in grado di entrare in una sorta di modalità berserk, mentre i chiodi possono essere sapientemente usati per scalare alte pareti.
Interamente pensato per il gioco online, Host è un fighting game multigiocatore in cui si dovranno vestire i ‘panni’ di una palletta di carne infestata da batteri. Le meccaniche sono piuttosto semplici e basilari: una barra di energia, una sorta di power-up e due tipi di attacchi. Tuttavia, Host fu ben accolto dalle community e attualmente è ancora possibile trovare molte persone sui server. Lo splatter e il senso di macabro lerciume che è biglietto da visita di McMillen, ovviamente, è vivo e pulsante anche stavolta.
Blast Miner è il primo gioco sviluppato sotto l’effige di Cryptic Sea, team composto da McMillen e Alex Austin. Si tratta di un puzzle game semplice nell’idea ma davvero complesso da giocare. Ogni livello vi proporrà un obiettivo da portare a termine utilizzando i vari strumenti a disposizione e da inserire in una sorta di griglia: esplosivi, scintille, blocchi di cemento e molto altro. Nella demo sono presenti alcuni livelli dimostrativi e già dal primo si intuisce quanto quelli più avanzati sodomizzeranno il vostro cervello.
Meat Boy è senza falsa modestia uno dei browser game più interessanti del 2008. Nei panni di un agilissimo esserino di carne alla ricerca della sua ragazza rapita da un losco Dr Fetus, ci muoveremo fra ben 56 livelli a tema. Il sistema di controllo attinge a piene mani dal solido “N”, fondato anch’esso su una serie di doppi salti e appigli su mura: di conseguenza, il gameplay ne eredita sostanzialmente i pregi e i difetti, sebbene si sia tentato con successo di attenuare questi ultimi. Il notevole numero di livelli a disposizione offre una sfida sicuramente varia e piacevole, nonostante alcuni siano eccessivamente impegnativi per l’utente medio. Ciononostante, è possibile proseguire e completare l’avventura anche lasciandosi alle spalle qualche livello, in modo che non vi sia il pressante obbligo di giocare scenari che dopo innumerevoli tentativi finiscono per portare allo sfinimento.
Coil è, senza mezzi termini, un vero pezzo d’arte: se non si è in grado di capirlo è meglio rivalutare i propri parametri d’opinione. Si tratta di un viaggio attraverso le diverse fasi evolutive di un embrione alieno, dallo stato di spermatozoo fino alla sua forma più complessa. Ciascuna fase propone un diverso gameplay, tanto semplice quanto geniale e affascinante a livello visivo. Coil è un gioco che parla della vita ma soprattutto della morte, mentre l’accompagnamento musicale e le diverse frasi che appaiono su schermo danno un senso malinconico e quasi di disagio.
Cunt
Dopo aver giocato a Cunt il sesso non sarà più lo stesso. Al diavolo la passione e l’amore: diamo spazio ad un’acerrima lotta fra il pene e la vagina a suon di schizzi, piattole e malattie veneree. Magari non state fremendo per la voglia, ma state certi che una partita a Cunt è divertente, impegnativa e assolutamente indimenticabile: voi siete un pene (orsù non fate gli offesi!) e vi toccherà attaccare spietatamente una vagina che si difenderà con i mezzi più ripugnanti che avrà a disposizione. Ogni volta che la sconfiggerete essa risorgerà ancora più forte e potente di prima, fino alla fatidica battaglia finale dove si decreterà chi è in realtà il sesso debole. Tutta l’esperienza di gioco è impegnativa e va gestita con cura, mentre sarà fondamentale dosare ogni power-up al quale avrete accesso, al fine di massimizzarne l’efficacia.
Blood Car! 2000! Deluxe!
Lo scopo in Blood Car è presto detto: mettere sotto con la propria auto centinaia di squadrati pedoni. Ogni livello sarà infatti rappresentato da uno scenario in cui muoversi liberamente e far fuori tutti i civili presenti al suo interno. Investendoli durante una derapata o in retromarcia si guadagneranno più punti, mentre alcuni livelli bonus richiederanno diversi metodi di risoluzione. La presenza di due modalità giocabili (l’altra è una corsa più simile al vecchio Carmageddon) e due livelli di difficoltà rendono la sfida ancora più appetibile, sebbene si faccia sentire l’assenza di un qualsiasi tipo di salvataggio.
Twin Hobo Rocket
Come suggerisce il nome, in Twin Hobo Rocket saremo chiamati a guidare due razzi legati tra loro, su cui sono attaccati due vagabondi ubriaconi. Il gioco, principalmente pensato per il multiplayer, spingerà due giocatori a coordinare i loro movimenti, resi già ostici dallo stato di ebrezza dei due protagonisti dall’alito pesante. L’obiettivo sarà quello di raggiungere i sacchi di denaro appesi a dei palloncini, cercando di evitare i meteoriti che intanto piovono dal cielo. Twin Hobo raggiunge l’apice nel momento in cui, imbattendosi in un UFO, i due giocatori dovranno cercare di avvicinarsi il più possibile senza però sbattervi contro. Preparatevi a imprecare come non mai.
Guppy
Guppy è un prototipo di gioco mai pubblicato e diffuso in esclusiva per This is a cry for Help. Attraverso la combinazione di mouse e tastiera si dovrà muovere un feroce mostro tentacolato attraverso uno scenario, distruggendo e divorando tutto ciò in cui ci si imbatte, mentre squadre di piccoli agenti e soldati tenteranno di farci la pelle. Inizialmente, il metodo di controllo della belva appare terribilmente ostico e complicato ma, una volta presa la mano, ci si rende conto dell’ottima idea di fondo. Peccato che, allo stato in cui è stato abbandonato il progetto, tentare di muoversi rappresenta un poderoso calcio nelle palle.
Aether
Quante volte avete sognato di girare l’universo in sella ad una creatura dall’enorme lingua appiccicosa? Mai? Ok allora fate parte del 99% della popolazione, percentuale della quale probabilmente il caro McMillen non fa parte, dal momento che Aether racconta proprio di questo. Immersi in una pacificante atmosfera onirica e cullati dalle dolci note della colonna sonora, useremo la lingua per aggrapparci ad ogni appiglio possibile, dandoci lo slancio per viaggiare su svariati pianeti con l’intento di riportarvi il sorriso. La struttura di gioco è ritmata e piacevole, così come il compimento degli obiettivi di gioco, per i quali sarà necessaria una buona dose di intuito e sperimentazione.
Altri articoli sui giochi Indie su IndieVault.it è un progetto di Vincenzo Lettera, editor di GamePro e Responsabile Area Centro Italia di AIOMI, Associazione Opere Multimediali Interattive.
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