L’altro giorno assistevo svagato ad una sessione di gioco di Animal Crossing della mia dolce metà e, perduto come un bambino tra una pacioccosa discussione e l’altra tra i simpatici ed amichevoli animaletti del villaggio, mi sono reso conto che in effetti il titolo di Nintendo insegna a vivere, è vero, poiché non si limita a propinare ai fanciulli (e anche ai giocatori più navigati) un mondo fatato fatto di dolcetti, conversazioni smielate, rapporti sempre idilliaci con gli altri e amenità di questo genere. Animal Crossing insegna questo, ma insiste a più riprese anche sul suo esatto contrario. Cerchiamo di rifletterci bene insieme: il terrificante Mr. Resetti e il suo “compare” Don Resetti. Il primo sarà pronto a riprenderci ad ogni reset del gioco senza prima aver effettuato un salvataggio. E’ inquietante! Se per sbaglio non dovessi aver salvato prima di spegnere la console, cosa che può capitare benissimo, eccolo li, Mr. Resetti, pronto a riprendermi e ad avvisarmi in maniera coercitiva del fatto che se l’episodio dovesse ricapitare potrebbe prendere delle decisioni che sarebbe meglio non prendere e potrebbe addirittura arrivare a convocare il temuto Don Resetti che, in pieno stile “boss malavitoso” potrebbe persino graziarci e anzi tollerare con malcelato fastidio l’atteggiamento del suo sottoposto. Persino sul libretto di istruzioni del gioco nella versione per Wii è scritto che “Mr.Resetti serve ad insegnare ai giocatori a salvare con regolarità la propria partita, ma potrebbe turbare i più piccini”.
E che dire di Volpolo? Quel maledetto truffaldino e schifoso approfittatore di esserini ingenui costretti a comprare presso la sua bottega quadri che si presumono essere d’autore, a prezzi fantascientifici (millemila stelline) per poi ritrovarsi con un’orribile crosta senza alcun valore commerciale e culturale, tanto è vero che persino il buon (e logorroico) Blatero sarà costretto a rifiutarne la donazione presso il suo museo. Ma la cosa che fa più imbizzarrire è che nel caso di Volpolo, il gioco sembrerebbe insegnare ai più ingenui che la truffa non può essere smascherata, subendola inesorabilmente. Nella maggior parte dei casi, infatti, i quadri utili a riempire le pareti della pinacoteca del museo del villaggio si troveranno proprio in vendita dalla suddetta volpe, e nel frequente caso in cui ci toccherà portare a casa un’insulsa crosta, dovremo per forza tenercela o svenderla e tentare ogni volta un nuovo acquisto fino alla volta buona. Eppure il desiderio impellente sarebbe quello di tornare dal furbo animale e smembrarlo in più pezzi, inaugurando proprio nel suo retrobottega la caccia alla volpe. E invece niente, non lo posso fare, devo subire e incassare il colpo, senza neanche potermi lamentare. Che tristezza! Che prepotenza! Non esiste, io nella vita reale il quadro glielo avrei squarciato in faccia, come minimo.
E poi c’è lui, Tom Nook. Ah! Nook, il “tenero” procione… Ma è davvero così tenero? Sembra il pappone del villaggio, il magnaccia della situazione, il padrino di tutti, pronto a fare prestiti, a ingrandire case, a comprare la roba che a noi non serve più a un quarto del prezzo per poi rivenderla a chissà quanto. E come mai esiste solo il suo come negozio di oggetti? Si, va bene, ci sono Ago e Filo, ma c’è solo un negozio di oggetti, come se Nook avesse pensato bene di fare piazza pulita della concorrenza. Niente da fare, non mi sconfinfera, Nook ha un segreto, ne sono certo. Avrà delle amicizie potenti…voglio dire…chi è questo losco figuro che si avvicina a me non appena arrivato al villaggio per poi concedermi dei soldi in prestito in cambio di qualche favore e mi rassicura di non preoccuparmi nel caso in cui non riesca ad estinguere il mio debito?Insomma, anche un gioco come Animal Crossing può nascondere delle magagne. O forse questa è solo la visione del mondo da parte di un disilluso e malizioso videogiocatore, una visuale distorta di una persona malfidente e tutt’altro che fiduciosa nei confronti del prossimo. Forse. O forse no. Voi che ne pensate?
| < Prec. | Successivo > |
|---|
ARTICOLI 






Commenti
Nella vita reale se mi fanno un torto li vado a cercare fino a casa, qui non è neanche previsto un insulto o chessoio...