Heavy Rain – Anteprima

Ad un mese esatto dall’uscita di Heavy Rain, il nuovo titolo di Quantic Dream, ci sembra doveroso cominciare ad inquadrare le meccaniche di gioco di uno dei prodotti più attesi dell’anno.
David Cage aveva già sorpreso tutti qualche anno fa con Fahrenheit, uno dei giochi più innovativi mai visti, sostanzialmente un’avventura grafica ma con un sistema di controllo decisamente originale e una storia ricca di intrecci e di scelte morali da compiere che ne influenzavano anche il finale. Fahrenheit è stato la base per cominciare lo sviluppo di Heavy Rain che nell’idea di Cage sarà il suo sequel anche se senza alcun tipo di legame narrativo.
Quattro storie diverse che si incrociano nel corso del gioco, quattro personaggi molto diversi tra loro che saranno parte della vostra avventura e vi faranno vivere un’esperienza decisamente diversa dal classico videogame al quale siete abituati. Avrete a che fare con quattro personalità, quattro stili di comportamento, quattro differenti background culturali che faranno affrontare le situazioni di gioco in modo diverso per ogni personaggio. Questo elemento aumenterà notevolmente l’atmosfera di suspence, non facendovi mai capire in che modo vi dovrete approcciare alla prossima scena del gioco, quale personaggio dovrete gestire. Sostanzialmente in ogni singola scena del titolo si potranno prendere strade diverse che porteranno a finali multipli, in modo tale da creare un intreccio narrativo davvero complesso e affascinante. Ma la trama rischia di essere anche
un boomerang, una tale mole di scelte e finali possibili rischia di mettere in difficoltà il giocatore, rendendo incerto il suo percorso. Sarà compito di Cage e soci fare in modo che ciò non accada. Diversamente da quanto accadeva in Fahrenheit-Indigo Prophecy nella trama, stavolta, non sarà presente alcun tipo di elemento soprannaturale o mistico, lo stesso Cage ha infatti dichiarato che per la storia ha preso ispirazione da elementi comuni come la sua esperienza di padre, ma anche dai libri che ha più amato o dai giochi che lo hanno maggiormente influenzato. Troverete nella storia sentimenti come la colpa, l’amore, la redenzione, l’affetto e tanti altri che spesso caratterizzano più i romanzi, ma Cage non ha mai amato parlare di zombie o di cervelli spappolati, e il suo approccio al mondo dei videogame è quello di un letterato e non di un semplice giocatore. La paura nel gioco sarà un elemento costante ma non è il terrore creato dai mostri o dagli alieni, piuttosto è la tensione e l’orrore che c’è all’interno di noi, nascosta negli angoli più bui della nostra anima.
Per quanto riguarda il gameplay la base sarà quel Quick Time Event già visto in Fahrenheit, anche se sarà riveduto e corretto rispetto al passato. Potremo analizzare ogni singolo oggetto, spingerlo o usarlo in diversi modi grazie alla vasta libertà che il gioco lascia. Ad esempio, in una delle scene già mostrate al pubblico, ambientata in un deposito di rottami, dopo aver messo fuori gioco un sospetto, combattendo tramite il Quick Time Event, dovremo interrogarlo decidendo liberamente in che modo farlo, parlandogli tranquillamente, minacciandolo, percuotendolo, torturandolo o ancora sparandogli un colpo d’avvertimento. Potremo anche decidere di ucciderlo semplicemente, senza ottenere alcun tipo di informazione, infatti il gioco potrà anche concludersi con il fallimento della nostra indagine o addirittura con la nostra morte, le possibilità sono pressoché illimitate. Anche qui però ci sarà da vedere se questa libertà “assoluta” non si trasformerà in un qualcosa di controproducente od eccessivamente aleatorio per il giocatore.
Dal punto di vista tecnico il lavoro finito sembra davvero impressionante. Le espressioni dei personaggi sono davvero realistiche, al limite del fotorealismo, e anche gli ambienti sono caratterizzati nei minimi particolari, ogni singolo oggetto è stato curato con grande perizia e dedizione e il risultato è davvero esaltante. Tutto il comparto grafico sembra il frutto di una megaproduzione hollywoodiana e sfrutta al meglio quelle che sono le potenzialità della PlayStation 3 di Sony. Il realismo è davvero imperante e anche in questo si nota la grande maestria di Cage e dei suoi collaboratori.
Dopo un’analisi del genere è evidente che Heavy Rain sembra davvero avere le potenzialità per rivoluzionare il mondo dei videogame, e non solo. Infatti, per bocca dello stesso Cage, questo titolo è molto più che un semplice videogame, è un’esperienza completa che emoziona, che intriga, che stupisce e che spiazza il giocatore. Il progetto di Heavy Rain intende mescolare cinema, letteratura e interattività senza trascurare l’aspetto meramente ludico. Un modo nuovo, insomma, di concepire un videogioco, senza la necessità di troppe esplosioni o sparatorie, ma anche senza la presunzione di voler creare una sorta di progetto prolisso o dispersivo. Potenzialmente siamo di fronte ad un vero capolavoro ma i dubbi sullo sviluppo della trama e del gameplay sono forti perché se dovessero essere gestiti in modo non intelligente tutto il progetto sarebbe rovinato e si distruggerebbe ogni aspettativa su di esso. Ma se tutto verrà sviluppato nel modo giusto allora potremo davvero parlare di una rivoluzione nel mondo videoludico , sperando che anche il pubblico possa ricompensare gli sforzi degli sviluppatori, considerando lo scarso livello di vendite raggiunto dai precedenti titoli sviluppati da Cage .
- Piattaforma: PlayStation 3
- Data d’uscita: 24/02/2010
- Sviluppatore: Quantic Dream
{morfeo 125}












