Agony: una discesa agli inferi delle critiche

Dall’entusiasmo travolgente scatenato su Kickstarter alla “caduta” sì del protagonista, ma anche dello stesso titolo una volta rilasciato: cos’è andato storto con Agony?

Un survival horror ambientato all’Inferno. Preparati a un viaggio nella follia, nella più terrificante visione dell’inferno della storia dei videogiochi!

Così Madmind Studio, team indipendente polacco, presentava il titolo in lavorazione sulla pagina della piattaforma di crowdfunding. Immagini angoscianti e ripugnanti stimolavano l’immaginazione dei giocatori amanti dell’horror più estremo, presentando il futuro prodotto come uno dei videogiochi visivamente più sconvolgenti e audaci degli ultimi tempi. Ma – come ormai ogni sviluppatore dovrebbe aver imparato – è sempre bene saper discernere il risultato finale che si ha in mente per un prodotto da ciò che si è effettivamente in grado di realizzare per ottenerlo (o andarci vicino). E infatti…

Una volta raggiunta la somma necessaria a portare avanti la lavorazione, il team ha iniziato una campagna di marketing basata su screenshot, immagini e video che altro non hanno fatto che far alzare l’asticella delle aspettative da parte dei fan, ai quali giustamente veniva presentato materiale che prometteva un’alta qualità in tutti i comparti del prodotto.

Una volta che il titolo è stato rilasciato lo scorso maggio 2018, l’agonia è diventata reale…in tutti i sensi. Un’incuria generale su tutti quei comparti che il team polacco stesso aveva promosso come innovativi e di alto livello si è palesata agli occhi della maggior parte dei giocatori: un gameplay ripetitivo e talvolta poco chiaro, una grafica piuttosto “trascurata” specialmente verso la fine del gioco, insieme a dettagli tecnici non proprio perfetti. Tuttavia, ciò che forse ha creato più delusione, sconforto e anche indignazione nei giocatori che tanto speravano in un prodotto migliore di quello rilasciato…è il potenziale del gioco. Agony mostra, nonostante i difetti, personaggi (quasi tutti nemici!) accattivanti, delle atmosfere raccapriccianti e morbose al punto giusto, un’idea che riesce a manifestarsi all’interno del gioco, ma – proprio come il protagonista – fatica a farsi strada in un groviglio di errori grossolani, fretta, trascuratezza e mancata gestione del tempo a disposizione.

Speriamo in un futuro migliore per questo survival horror che per il momento rimane intrappolato nel Girone delle occasioni sprecate – ci auguriamo che il team riesca presto a redimersi!

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Fiorentina datata 1993, mi piacciono le correnti artistiche del Surrealismo e del Romanticismo, i romanzi gotici del diciannovesimo secolo, i film horror e i classici in bianco e nero, i viaggi nel Nord Europa e i videogiochi - Warning: nessuna di queste passioni prevale sulle altre.