Battle for Azeroth: perché gli Zandalari si sono uniti all’Orda?

Perché gli Zandalari si sono uniti all’orda? Scopriamolo insieme!

Gli Zandalari sono la più antica tribù di Troll e i progenitori di molte altre razze, come per esempio gli Elfi, i quali sono una versione mutata dei Troll oscuri, a causa dell’influenza del Pozzo dell’Eternità. Quando Azeroth era un solo e unico continente, gli Zandalari si stabilirono in una catena montuosa chiamata Zandalar. Gli Zandalari adoravano gli Dei Selvaggi e gli spiriti chiamati Loa. Oltre agli Zandalari, esistevano altre tribù, ma essi rimanevano la tribù più potente, e per dimostrare la loro imponenza costruirono la città-tempio di Zuldazar.Risultati immagini per Zuldazar

La guerra degli Aqir

16,000 anni prima le vicende del Dark Portal, il Generale Senza Volto C’Thraxxi mosse guerra alle razze di Azeroth, tale guerra venne chiamata la Guerra degli Aqir. Gli Zandalari, per affrontare tale minaccia causata dalle armate degli antichi dei, unirono tutte le tribù, e sotto la loro guida attaccarono i servi dell’Antico Dio capitanati da C’Thraxxi. La guerra durò per molti secoli, ma solo dopo una serie interminabile di brutali combattimenti e sacrifici, l’impero di Aqir fu distrutto. Senza una guerra a tenerli uniti, l’impero degli Zandalari si frammentò, e le diverse tribù fondarono i loro rispettivi imperi. Gli Zandalari si ritirarono a Zandalar sulle loro montagne, anche se enormemente indeboliti per la scissione delle tribù, gli Zandalari comunque avevano una grossa influenza sulle altre tribù di Troll. Come narrato nell’espansione Mist of Pandaria di World of Warcraft, gli Zandalari intesero un’alleanza con i Mogu e il loro Imperatore: Lei Shen.

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La Grande Separazione

Come riportato precedentemente, gli elfi della Notte erano l’evoluzione dei Troll Oscuri che, avvicinatosi al Pozzo dell’Eternità ottennero la forma che li contraddistingue. L’impero dei Kaldorei,  fondato dalla Regina Azshara, con l’aiuto del Pozzo dell’ Eternità, cacciaò lentamente i Troll dalle loro terre. L’abuso delle energie del Pozzo dell’Eternità causò l’inizio degli eventi che cambiarono definitivamente la storia di Azeroth, come l’invasione della Legione Infuocata e successivamente la Grande Separazione, dove Kalimdor si frammentò generando Pandaria, Nordania e  Regni Orientali. I Troll Zandalari avevano previsto questo avvenimento, e prima che la Grande Separazione avvenisse, tessero delle magie per proteggere il loro regno. Anche se Kalimdor andò in frantumi, il regno degli Zandalari rimase quasi del tutto intatto. Zandalar, una regione montuosa, divenne un’isola sul mare piena di templi. Nonostante il cambiamento, gli Zandalari si adattarono lentamente alla nuova vita da isolani e, nel corso di migliaia di anni, divennero i dominatori dei mari. Durante il loro adattamento, gli Zandalari sognavano costantemente che tutte le tribù dei troll si unissero nuovamente per rifondare l’imponente impero degli Zandalari, per dominare tutta Azeroth.Risultati immagini per aqir war

L’esilio degli elfi e la guerra con gli Amani

La Legione Infuocata arrivò su Azeroth a causa dell’utilizzo dell’energia del pozzo dell’Eternità. Per la Legione, tale magia era equiparabile all’attrazione delle api al miele. Dopo la sanguinosa battaglia in cui tutte le razze di Azeroth contribuirono alla difesa del pianeta, gli Elfi della Notte superstiti, capitanati dall’Arcidruido Malfurion Grantempesta e la Gran sacerdotessa Tyrande, proibirono assolutamente l’utilizzo della magia arcana, proponendo in alternativa l’uso della magia druidica, e qualora un elfo fosse stato sorpreso nel suo utilizzo avrebbe pagato la pena capitale. A causa della grande dipendenza da tale energia, molti elfi protestarono in massa utilizzando tale potere. Poiché né Malfurion né Tyrande volevano macchiarsi le mani di tanto sangue, decisero di esiliare questi elfi nei Regni Orientali. Capitanati da Dath’Renar Solealto, gli elfi esiliati approdarono in un primo momento sulle coste di Lordaeron, ma a causa di terribili incubi e oscuri presagi, migrarono verso Nord Est nelle terre di Quel’Thalas nella foresta di Cantoeterno. Gli elfi, chiamati da questo momento in poi Alti Elfi, fondarono la città di Lunargenta e realizzarono il Pozzo Solare, per soddisfare la dipendenza dall’energia arcana. Per occultare alla legione l’utilizzo di tali energie, Lunargenta venne circondata da una barriera magica. Ciò che gli Alti Elfi non sapevano di Quel’Thalas, era che tale luogo era sacro per i Troll delle foreste appartenenti all’impero Amani.

Durante le guerre contro gli elfi e gli Amani insediati a Quel’Thalas, gli Zandalari cercarono di aiutare la tribù Amani ma le forze combinate degl’Alti Elfi, Umani e Nani portarono alla sconfitta dell’impero e la perdita dell’influenza degli Zandalari rispetto le altre tribù. Gli Zandalari, ritornati a Zandalar, scomparvero dalla scena per circa un migliaio di anni.

Cataclysm

Durante Cataclysm, il profeta del Re Rastakhan, Zul, profetizzò l’arrivo di un cataclisma che avrebbe scosso Azeroth. Zul supplicò il Re di abbandonare Zandalar e di unirsi con gli altri troll. Sia il Consiglio che il Re respinsero queste affermazioni fino all’arrivo del cataclisma causato dal risveglio di Alamorte in World of Warcraft Cataclysm. L’isola di Zandalar fu travolta dal maremoto e gran parte di essa sprofondò nel mare: ciò che ne rimase furono solo due piccole parti. Gli Zandalari, dopo questo terribile avvenimento, si resero conto che per migliaia di anni la loro influenza si era smaterializzata, e che le tribù di troll sparse sui continenti di Azeroth erano in via di estinzione. Zul cercò di riunire tutti i troll per scongiurarne l’estinzione, salvandoli dal loro tragico destino. Molte delle tribù si unirono a Zul e ancora una volta venne rievocato Hakkar, il dio del sangue. Gli Zandalari ricostruirono le città perdute di Zul’Gurub e Zul’Aman, dando il via a sanguinose incursioni nei territori di Rovotorto e nela foresta di Cantoeterno, che una volta erano sotto il loro controllo. La visione di Zul non si fermava solo all’unione di tutte le razze di troll presenti su Azeroth, ma il suo intento era anche quello di muovere guerra alle altre razze di Azeroth e sottometterle. Fu per questo motivo che gli Zandalari di Zul non ebbero il supporto di Vol’jin, capo della Tribù Lanciascura, poiché la sua tribù era fedelissima all’Orda. Vol’jin decise quindi di reclutare i migliori campioni dell’Orda e dell’Alleanza e li guidò all’assalto delle antiche città troll di Zul’Gurub e Zul’Aman fermando l’impero Zandalari.

Mist of Pandaria

Dopo la sconfitta in World of Warcraf: Cataclysm, gli Zandalari erano decisamente più disperati, e quando fu scoperta l’isola di Pandaria, essi videro una nuova opportunità di far risorgere il loro impero. Gli Zandalari non dimenticarono l’antica alleanza con l’Imperatore Lei-Shen e pensarono che se avessero usato il suo potere, sarebbe stato ideale per  condurli alla vittoria e ottenere la loro supremazia su Azeroth. Anche se la loro patria era stata semi distrutta dal cataclisma e stava lentamente affondando, gli Zandalari volevano fare di Pandaria la loro nuova patria. Di nuovo sotto la guida di Zul, gli Zandalari resuscitarono Il Re del Tuono Lei-Shen, anche se le forze inviate da Zandalar erano più imponenti di prima, furono comunque sconfitti dall’Orda e l’Alleanza.

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Legion

Anche se sconfitti, gli Zandalari non si fermarono. Zul tentò di allearsi con la regina Azshara per riportare gli Zandalari all’antica grandezza e muovere un colpo di stato contro il re Rastakhan. A questo punto, possiamo notare come Zul non volesse fermarsi davanti a nulla, poiché per lui nessun prezzo era troppo alto per riportare l’impero nel suo antico splendore. Ora che la Legione Infuocata era stata definitivamente sconfitta, l’Orda e l’Alleanza ritornano, come loro consuetudine, a muovere guerra vicendevolmente, ma su una scala più grande che mai, l’Orda arrivò a Zandalar per reclutare l’antica tribù di troll. La domanda che sorge spontanea, dopo tutte queste guerre, dopo tutto quello che l’Orda ha fatto contro gli Zandalari, è: per quale motivo si sono uniti? Non è poi così difficile rispondere. I Lanciascura sono una tribù di Troll appartenenti all’Orda, e anche se Vol’Jin rifiutò di unirsi agli Zandalari, essi li rispettavano comunque. Pensando alle azioni compiute dagli Zandalari, essi non risultano essere i cattivi: gli Zandalari volevano solo ricostruire il loro antico impero per impossessarsi del loro vecchio potere. Per quasi diecimila anni rimasero isolati su Zandalar, e le guerre a cui parteciparono avevano solo lo scopo di aiutare le altre tribù di Troll. Solo durante Cataclysm si può dire che gli Zandalari commisero azioni decisamente orribili, ma tali azioni furono causate da Zul mosso dalla disperazione per la distruzione della sua patria, e dall’influenza oscura del Dio del Sangue Hakkar. Gli Zandalari, a fine di Legion, si trovano quindi con le spalle al muro.

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E ora?

Re Rastakhan ha deciso di unirsi all’Orda. Il motivo principale è che ha bisogno di una mano per sedare la guerra civile tra gli Zandalari fedeli a Zul, e quelli fedeli al Re. Inoltre, non esistono altre opzioni: le loro campagne per la riconquista del potere si sono sempre rivelate fallimentari, la loro patria sta lentamente sprofondando, e di conseguenza gli Zandalari sono disperati. Unendosi all’orda, la tribù degli Zandalari avrebbe una nuova casa garantendosi cosi la sopravvivenza. Tuttavia, sarebbe decisamente interessante scoprire come Blizzard voglia “unire i puntini”.  Non dimentichiamoci che i Goblin erano gli schiavi degli Zandalari, e sicuramente gli Elfi del Sangue non vedranno affatto di buon occhio tale alleanza, visto tutto il sangue versato alle foreste di Cantoeterno durante la guerra contro gli Amani. I Troll Zandalari sono uno delle più antiche creature di Azeroth, e conservano molti segreti che probabilmente solo in Battle for Azeroth verranno rivelati. Quindi, non ci resta che aspettare il prossimo 14 agosto per scoprire con Battle for Azeroth questi segreti, e condurre la flotta Zandalari contro le navi di Kul Tiras, capitanati da Jaina Marefiero.

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Nato a Maratea nel lontano 1989, il nostro caro Dexios ha intrapreso la carriera da Pc Gamer da quando aveva soli 4 anni davanti al 386 del padre con un gioco veramente tranquillo: DooM. Da allora non ha mai smesso di giocare e di coltivare la sua passione per i videogiochi e l'informatica (pensate, è diventato anche Analista dei miei c...oglioni programmatore). Scrivere per una rivista di videogiochi è sempre stato il suo sogno nel cassetto e ora finalmente il suo sogno è divenuto realtà... come la scimmia a tre teste... giusto?

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