Light’s Hope combatte contro Blizzard

Chi conosce World of Warcraft sicuramente conoscerà le alternative che alcuni fan realizzano per permettere ai giocatori del famoso MMORPG marchiato Blizzard di ritornare indietro nel tempo

Blizzard, nell’ultimo BlizzCon, ha annunciato insieme all’espansione Battle for Azeroth,  l’arrivo dei  server Classici di World of Warcraft. Il tentativo di Blizzard di rispolverare la sua vecchia gloria (ai giocatori neofiti sconosciuta) può essere inteso come un’ evidente manovra per eliminare del tutto il fenomeno degli shard non ufficiali.

Blizzard, fin dal lancio della versione Vanilla (il termine “Vanilla” sta ad indicare un gioco in versione nella sua versione base, n.d.r), ha sempre combattuto contro gli utenti che hanno cercato di emulare il funzionamento dei suoi server. L’ultima battaglia in tal frangente, che ha visto uscire Blizzard come vincitrice, fu la chiusura di Nostalrius: il famoso server non ufficiale di WoW Vanilla, che contava migliaia di utenti online.

Questa lotta non potrà avere fine sino a quando la software house non rilascerà ulteriori informazioni ai server Vanilla: infatti, oltre all’annuncio al BlizzCon, Blizzard non ha rilevato ulteriori dettagli in merito alla modalità di fruizione del gioco come, ad esempio, se sarà incluso con l’abbonamento o meno, se sarà completamente free to play o a pagamento…

Dalle ceneri di Nostalrius molti utenti hanno approfittato della situazione per racimolare spicci, creando anche dei crowdfunding fasulli in cui dei finti GM richiedevano soldi per la riapertura di Nostalrius. Per fortuna questi “geni del male” hanno ricevuto la lezione che meritavano, lasciando spazio alla nascita di un nuovo server che ha preso il posto di Nostalrius: ovvero Light’s Hope. Come Nostalrius,  Light’s Hope si presenta come un server classico, apprezzabile per l’enorme impegno degli sviluppatori, che rilasciano con regolarità fix per la stabilità dei server, regalando agli utenti l’esperienza di gioco più fedele possibile a quella offerta nel gioco originale.

Blizzard non è rimasta a osservare e ha mandato un ultimatum ai GM di Light’s Hope che hanno visto il proprio account Twitter e Github scomparire.

Github (per chiarezza d’informazione) è una piattaforma dedicata ai progetti open-source, in cui gli sviluppatori pubblicano i codici sorgenti dei propri lavori affinché la comunità possa attingerci, per renderli più efficienti e completi; ma ciò può portare i codici a cadere nelle mani di utenti che possono usarli, modificandoli per poi realizzare a loro volta server non ufficiali, sui quali si potrebbe speculare tramite l’inserimento di funzionalità a pagamento.

Blizzard ha dichiarato che la decisione sulla chiusura dell’account di Light’s Hope su Github, è stata dettata dal fatto che il codice presente sulla piattaforma risultava essere decisamente simile alla struttura dei database SQL utilizzati nel gioco ufficiale: ciò è stato sufficiente a far scattare l’eliminazione da parte di Github per infrazione del DMCA (Digital Millennium Copyright Act).

Ovviamente il provvedimento di Blizzard non fermerà gli sviluppatori di Light’s Hope che, sicuramente, troveranno altre alternative a GitHub, ma l’azione della nota software house fa intendere come essa sia ancora in continua lotta contro i “server privati”.

Ricordiamo che i Server non ufficiali di World of Warcraft non sono legali poiché sfruttano il lavoro degli sviluppatori di Blizzard, per quanto possa essere emozionante poter rigiocare nuovamente le espansioni passate del famosissimo MMOPRG, tali server nascono dal lavoro di molti sviluppatori esterni alla software house che, tramite ingegneria inversa, hanno potuto realizzare dei server  funzionanti, al pari dei server ufficiali (sia per quanto riguarda le meccaniche di gioco, sia di stabilità). Perciò i server non ufficiali di World of Warcraft violano il DMCA, che definisce come “illegali” la produzione e la divulgazione di tecnologie, strumenti o servizi che possono essere utilizzati per aggirare le misure di accesso ai lavori protetti dal copyright e l’elusione dei dispositivi di controllo d’accesso come il Warden Client.

Il Warden Client utilizza delle API apposite, che permettono di collezionare dati in merito a quali applicazioni risultano essere in esecuzione durante il lancio del gioco. Per quanto il funzionamento dei Warden è l’equivalente di uno Spyware, tale software serve a prevenire la presenza di Bot in gioco (programmi che simulano il giocatore compiendo azioni pre-programmate come il farming di risorse) e l’utilizzo di Cheats.

 

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Nato a Maratea nel lontano 1989, il nostro caro Dexios ha intrapreso la carriera da Pc Gamer da quando aveva soli 4 anni davanti al 386 del padre con un gioco veramente tranquillo: DooM. Da allora non ha mai smesso di giocare e di coltivare la sua passione per i videogiochi e l'informatica (pensate, è diventato anche Analista dei miei c...oglioni programmatore). Scrivere per una rivista di videogiochi è sempre stato il suo sogno nel cassetto e ora finalmente il suo sogno è divenuto realtà... come la scimmia a tre teste... giusto?

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