Gemelli artistici: quando cinema e videogiochi si somigliano!

Un’atmosfera familiare, già vista e vissuta in qualche altro medium: vi è mai capitato di provare una sensazione di dejà vu guardando un film o giocando a un videogioco? Ecco 3 esempi di produzioni cinematografiche e videoludiche estremamente simili fra loro!

Stranger than fiction – The Stanley Parable

A nessuno piace sentirsi dire cosa fare: tuttavia, il peculiare walking simulator di Galactic Cafe The Stanley Parable ha riscosso un notevole successo di pubblico e di critica. Nel gioco, un fin troppo ordinario impiegato d’ufficio (controllato in prima persona) viene “guidato” da un narratore invisibile in un percorso apparentemente prestabilito…da cui, però, è possibile deviare, indispettendo non poco la voce narrante! Nella commedia del 2006 con protagonista Will Ferrell Stranger than Fiction (in italiano Vero come la Finzione), un uomo dalla vita regolare e perfettamente scandita inizia a sentire una voce femminile che descrive e commenta le sue azioni proprio come in un romanzo.

Il tema di una presenza esterna e “superiore” che guida, commenta e talvolta suggerisce (se non ordina!) i nostri passi è interessante da trattare in qualsiasi medium artistico, sia che l’obbiettivo sia quello di stimolare una riflessione ampia e profonda sul senso delle nostre vite, sia che si voglia semplicemente intrattenere con un espediente interessante. L’efficacia di tale scelta produce effetti molto diversi nelle due forme di espressione: nel caso di The Stanley Parable, il giocatore è direttamente sfidato dalle meccaniche di gioco, che sembrano non più rispondere alle sue decisioni, bensì a quelle di un testardo e pressante narratore. Nel film, l’approccio dello spettatore è come sempre più distante da quello di un giocatore, ma non per questo meno coinvolgente: insieme ad Harold, siamo desiderosi di scoprire a cosa porterà questo surreale risvolto della sua vita.

Grave Encounters – Outlast

Un ospedale psichiatrico abbandonato, presenze inquietanti (sovrannaturali o meno), videocamera a infrarossi. Stiamo parlando di Outlast o di Grave Encounters (in italiano ESP – Fenomeni paranormali)? Il fortunato indie horror di Red Barrels e il found footage canadese del 2011 hanno diverse caratteristiche in comune. I due personaggi principali, il giornalista Miles Upshur, proveniente dalle piattaforme di gioco, e il filmmaker Lance Preston, direttamente dal grande schermo, condividono l’interesse a documentare ciò che è presente all’interno di una tenebrosa struttura abbandonata…come da tradizione, nel cuore della notte.

Lo stile “mockumentary” (movie + documentary) che caratterizza il lungometraggio dei The Vicious Brothers è lo stesso che si trova nella meccanica di gioco di Outlast, in cui la visuale in prima persona di Miles viene spesso – soprattutto per la necessità di orientarsi al buio – filtrata attraverso una videocamera. Il verde degli infrarossi è il colore predominante in entrambe le produzioni, così come la presenza di “qualcuno” in un edificio che sia il giocatore che lo spettatore avrebbero preferito trovare completamente vuoto. Un facile paragone sarebbe quello fra la paura suscitata dalla pellicola e quella proveniente da un’esperienza interattiva come Outlast, ma i due linguaggi sono troppo diversi per essere messi a confronto: nonostante non si viva in prima persona la sensazione di angoscia ogni volta che si gira l’angolo, i jumpscare (sorprendentemente contestualizzati) di Grave Encounters sono efficaci e spaventosi proprio come quelli del suo quasi-gemello videoludico Outlast.

Contagion – Plague Inc

Una malattia contagiosa si diffonde nel mondo attraverso svariati canali di trasmissione, manifestando sintomi sempre più gravi e letali: l’unica differenza fra il film Contagion e il gioco Plague Inc? In quest’ultimo parteggiamo per il virus! Nel titolo gestionale di Ndemic Creations il nostro compito è quello di diffondere un virus letale in tutto il mondo, gestendo correttamente l’evoluzione dei sintomi, la loro diffusione, il grado di letalità, e ostacolando lo sviluppo di cure e ricerche. Nel film del 2011 diretto da Steven Soderbergh assistiamo alla rapida diffusione di un virus: una sorta di trasposizione cinematografica di Plague Inc, con l’aggiunta di personaggi e di una linea narrativa.

Il consiglio è quello di giocare al gestionale e in seguito guardare il film: si avrà così l’impressione di assistere alle conseguenze delle nostre precedenti azioni! La grande differenza già accennata è l’approccio al virus, il vero protagonista di entrambe le esperienze: se con Plague Inc ci siamo divertiti nell’accelerare e favorire la sua diffusione, guardando Contagion non possiamo che simpatizzare con i protagonisti, costantemente alla ricerca di una cura o perlomeno di una via d’uscita!

Avete visto questi film e giocato a questi giochi? Vi vengono in mente altre produzioni gemelle? Suggeritele nei commenti!

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Fiorentina datata 1993, mi piacciono le correnti artistiche del Surrealismo e del Romanticismo, i romanzi gotici del diciannovesimo secolo, i film horror e i classici in bianco e nero, i viaggi nel Nord Europa e i videogiochi - Warning: nessuna di queste passioni prevale sulle altre.

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