Videogiocatore termina Super Mario Odyssey senza saltare mai

I titoli di Super Mario sono globalmente riconosciuti per la particolarità dell’italico idraulico di saltare, rompendo mattoncini con il pugno e superando i caratteristici tubi verdi che spuntano dal sottosuolo.

Pensare di poter terminare Super Mario Odyssey senza usufruire di tale meccanica ci pare quasi impossibile, ma è proprio qui che il gioco ci viene incontro.

Toadette, ad un certo punto del gameplay, ci potrà informare su quanti salti abbiamo intrapreso durante la partita, ma non tutti i salti sembrano essere calcolabili…

Sembrerebbe, infatti, che il gioco consideri come “salti” solamente alcuni tipi di essi; lo YouTuber Gamechamp3000 ha testato quali salti sono riconosciuti dal gioco, terminando il titolo rimanendo con “i piedi per terra” e riportando la sua esperienza in un video:

La conclusione è stata che il gioco calcola come “salti” i salti normali, i salti doppi, i tripli salti, i salti mortali indietro e di lato, i salti lunghi, i salti in acqua e i salti in 2D.

I salti effettuati nel momento in cui si prende il controllo di una creatura non sono compresi, in fin dei conti non è il corpo di Mario ad intraprendere lo slancio.

Non sono presi in considerazione neanche i salti al muro, i salti sull’asta, nuotare e altre mosse, come lanciare Cappy per poi utilizzarlo come “trampolino”.

La cosa più assurda è che il gioco considera l’interloquire con gli NPC un’azione di salto, dato che per tali azioni si usa sempre il tasto A. Questa scoperta ha sconcertato lo YouTuber, costringendolo a rifare la propria impresa da capo.

Tale sfida ha portato alcuni giocatori all’idea di formare una nuova categoria di speedrunner, dove il videogioco deve essere completato in totale assenza di salti.

Cosa ne pensate? Avreste la pazienza di terminare Super Mario Odyssey con questa stravagante modalità?

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Nata a Torino nel 1994, si appassiona sin da bambina ai videogiochi. Non possedendo alcuna console, la Sofia di cinque anni si destreggiava tra i cabinati in sale giochi del suo paese e il computer della sua vicina di casa e eterna amica, con cui ha condiviso tutti i titoli più memorabili della sua infanzia. I videogiochi rimangono la sua passione e spera che, un giorno, possano diventare anche il suo lavoro.

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