Poster di Call of Salveenee scambiato per un incitamento al nazismo

Nella giornata di domenica, su tutte le testate online e sui media classici, è stata riportata la notizia di una stanza di una caserma fiorentina addobbata con una bandiera nazista e un poster. Il particolare che ci riguarda più da vicino (essendo noi un sito di informazione videoludica) riguarda il poster: raffigurante la copertina del gioco Call of Salveenee.

Su molti siti, come Repubblica.it, La Stampa e Il Giornale.it il poster è stato strettamente ed erroneamente collegato all’ideologia nazista, snaturando il titolo di Marco Guzzo della sua vera essenza satirica.

Nuovamente la stampa nazionale si ritrova a fare una figuraccia: travisando il significato del poster, si è dimostrata ignorante sul mondo videoludico, oltre che mezzo di disinformazione.

Infatti, su tutti gli articoli il poster è stato additato come “un probabile fotomontaggio di Salvini con un mitra in mano”, posto come ad aggravare la posizione del possessore della camera.

Non è tardata la risposta dell’autore del titolo, (conosciuto anche per Ruspa League, altro videogioco incentrato sulla satira politica) che ha ribadito quanto davvero il gioco sia distante da tali ideologie politiche.

Call Of Salveenee è contro un ogni ideologia nazista.
Giocarci e pensare che sia un gioco di destra è come andare a messa con il Vernacoliere, è come andare in macelleria a guardare l’ultimo video di Valerio Vassallo, e di esempi potremmo farne a iosa.
Adesso però sono curioso di sapere quali personaggi giocassero di più in caserma, e come hanno customizzato la loro ruspa grazie a Pimp My Ruspah.

Cosa pensate della vicenda? Scrivetelo sotto nei commenti!

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Nata a Torino nel 1994, si appassiona sin da bambina ai videogiochi. Non possedendo nessuna console, la Sofia di cinque anni si destreggiava tra i cabinati in sale giochi nel suo paese e il computer della sua vicina di casa e eterna amica, con cui ha condiviso tutti i titoli più memorabili della sua infanzia. I videogiochi rimangono la sua passione e spera che, un giorno, possano essere anche il suo lavoro.

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