Pirateria? La si combatte con la creatività

Il dibattito sulla pirateria nei videogiochi è sempre caldo e attuale: ogni sforzo delle software house di rendere “inattaccabile” il loro ultimo lavoro sembra quasi sempre fallire davanti alle capacità e alla perseveranza di coloro che non ci pensano proprio ad acquistare un titolo.Ma nella storia dei videogiochi alcuni sviluppatori hanno voluto “farsi burle” di coloro che decidevano di godersi  un titolo per vie non legali…

In questo articolo vi propongo (in ordine casuale) cinque esempi molto creativi adottati dalle software house contro la pirateria, più una menzione speciale

  • 1) BATMAN: ARKHAM ASYLUM – 2009

Rocksteady Studios ha voluto “punire” coloro che non hanno acquistato per vie legali il loro capolavoro: i malviventi vanno fermati, e trattandosi di un videogioco su un super eroe non possiamo che dar loro un merito sulla pertinenza delle proprie azioni.

Venendo al dunque, in Batman: Arkham Asylum una delle caratteristiche di gameplay più utili nelle azioni stealth del nostro uomo pipistrello è senz’ombra di dubbio planare dall’alto con l’aiuto del mantello, ma nella versione piratata del gioco il mantello non si aprirà, portando il giocatore a un ineluttabile destino.

  • 2) SERIUS SAM 3: BFE – 2011

Creotem si è ingegnato per far inorridire il videogiocatore più “furbetto”: ha fatto sì che colui che approfitta delle versioni illegali del gioco se ne debba pentire amaramente…

In Serius Sam 2: BFE coloro che posseggono una copia illegale del gioco dovranno scontrarsi con una bestia molto, troppo potente: uno scorpione dalla velocità e dalla forza spaventose, oltre che essere, ovviamente, immortale.

Un bel modo per sfottere un fan poco corretto, deridendolo e impedendogli di continuare il gioco.

  • 3) EARTHBOUND – 1995

Facciamo un salto temporale indietro, tornando nel 1995 con il titolo EarthBound (Mother 2 nella versione giapponese) di Nintendo.

A quanto pare, nel paese nipponico, si è molto severi nel punire coloro che si sono macchiati di pirateria videoludica. Infatti il gioco, se piratato, si accaniva contro il giocatore stesso: il numero di nemici su schermo aumentava esponenzialmente, facendo crescere in maniera vertiginosa anche la difficoltà di gioco. Infine, se il giocatore fosse riuscito a finire il gioco anche con la “modalità ultra difficile”, il videogame si sarebbe bloccato a pochi istanti prima della fine, cancellando definitivamente il salvataggio.

  • 4) GAME DEV TYCOON – 2012

Gioco gestionale economico, che ci mette nei panni di una casa di sviluppo di videogiochi, che cresce e si impratichisce pian piano che le varie generazioni videoludiche di susseguono, Game Dev Tycoon è provvisto di un sistema anti pirateria di tutto rispetto.

La casa indipendente Greenheart Games ha avuto un colpo di genio: “facciamo a loro la stessa cosa che loro stanno facendo a noi”.

Infatti chi possiede Game Dev Tycoon in versione piratata dovrà aver a che fare con i “pirati virtuali” del gioco. Ciò porterà inesorabilmente al game over, dato che tutti pirateranno un vostro videogioco e la discesa della vostra software house virtuale sarà solo questione di tempo.

  • 5) CRYSIS WARHEAD – 2008

Crytek e EA hanno pensato ad un modo originale e ilare per prendere in giro i meno corretti: il sistema anti pirateria di Crysis Warhead mi ha fatto ridere per interi minuti. Nella versione craccata, i proiettili e le granate del giocatore e degli NPC sono stati sostituiti da galline. GALLINE! Polli sparati in aria da fucili e pistole, semplicemente fantastico. La potenza di fuoco di tali armi è nulla e perciò il giocatore si ritroverà a ricevere e a sparare polli, senza poter andare avanti nella campagna.

Menzione d’onore per: Monkey Island

Monkey Island è stato inserito come menzione d’onore, dato che ha ispirato tale lista.

Una sera mi sono ricordata di una strana ruota, che avrebbe permesso l’installazione del gioco sopra citato.

Non ho idea di dove tale cimelio sia in questo momento, dato che ho giocato il titolo a casa della mia più cara amica (che non è famosa per il suo ordine), ma certi ricordi rimangono impressi per sempre.

Conseguentemente al mio improvviso ricordo, sono andata a cercare il nome di tale marchingegno: il Dial-A-Pirate.

La ruota era di cartone mobile e il giocatore, prima di poter giocare al titolo, doveva allineare la ruota con la versione mostrata su schermo, inserendo la data che ne sarebbe uscita per poter iniziare a giocare al titolo.

Un metodo anti pirateria alla Giovanni Muciaccia, ma di sicuro molto sicuro.

E per voi quali sono i metodi anti pirateria più creativi?

Ne conoscete altri che non sono stati inseriti nella lista? Scrivetelo sotto nei commenti!

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Nata a Torino nel 1994, si appassiona sin da bambina ai videogiochi. Non possedendo nessuna console, la Sofia di cinque anni si destreggiava tra i cabinati in sale giochi nel suo paese e il computer della sua vicina di casa e eterna amica, con cui ha condiviso tutti i titoli più memorabili della sua infanzia. I videogiochi rimangono la sua passione e spera che, un giorno, possano essere anche il suo lavoro.

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