Satira e denuncia contro il razzismo

Manca solamente una settimana all’uscita dell’attesissimo (anche da me) South Park: Scontri Di-Retti.

Un titolo dai toni satirici e controversi, condito con quella sana ironia irriverente che contraddistingue la serie animata South Park.

Ai più distratti potrebbe sembrare un’ironia becera, ma mai un’affermazione del genere è stata più falsa.

Già dalla creazione del personaggio ci si para davanti una grande denuncia della società moderna, del razzismo ormai radicato nella coscienza e nell’immaginario collettivo. Come in tutti i giochi di ruolo moderni, la difficoltà di gioco è stabilita tramite apposita barra di difficoltà: con l’aumentare della difficoltà aumenta anche la pigmentazione della pelle del nostro personaggio.

“Non preoccuparti questo non condizionerà i combattimenti. Condizionerà solo ogni altro aspetto della tua intera vita”.

Spiega spietatamente Cartman al giocatore, conscio di quanto queste parole siano, purtroppo, assai vere nella vita reale.

Infatti, la difficoltà non inficerà sulle “capacità” del proprio personaggio, o sulla difficoltà nel combattere e sopraffare i gli avversari che dovremo sconfiggere, ma sta proprio nel rapporto del nostro alter ego con gli NPC: più melanina ricoprirà il nostro corpicino e più saremo soggetti a discriminazioni. Ciò influenza la quantità di denaro che si ottiene nel corso del gioco e il modo in cui gli altri personaggi parlano al protagonista durante l’avventura.

Una denuncia che fa all’inizio sorridere, ma che, subito dopo, ci costringe a riflettere su una società ormai adagiata sulla convinzione che i diritti e le possibilità di ogni singolo siano una cosa assodata. Da occidentale non posso realmente rendermi conto di quanto razzismo ancora dilaghi nella nostra società, non è una cosa che mi tocca direttamente, perciò mi sono affidata a dei dati certi.

Durante l’ultima conferenza UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) datata 2014, sul razzismo in Europa e in Italia, sono stati portati all’attenzione oltre 1.400 casi, valutati per quanto riguarda l’integrazione in ambito lavorativo e sociale. Di questi, un migliaio riguardano la discriminazione etnico-razziale, di cui il 34% nel settore lavorativo dei Media e il 30% nel settore Servizi e Vita di relazione.

Un fenomeno molto sentito anche e soprattutto dalle seconde generazioni di stranieri, nati e cresciuti nella “nuova patria”, che si trovano ad affrontare grandi crisi di identità  e giudizi da coloro che condividono la stessa cultura e paese di nascita.

Insomma, in una feature banale e semplicissima, caratteristica di quasi la totalità dei RPG, si nasconde un grande messaggio di denuncia.

Ben fatto Ubisoft!

Qui sotto vi lascio un primo commento di Raiden e Midna sul gioco: se foste interessati a South Park: Scontri Di-Retti non perdetevelo!

Ricordiamo, infine, che South Park: Scontri Di-Retti sarà disponibile dal 17 ottobre per PC, PlayStation 4 e Xbox One.

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Nata a Torino nel 1994, si appassiona sin da bambina ai videogiochi. Non possedendo nessuna console, la Sofia di cinque anni si destreggiava tra i cabinati in sale giochi nel suo paese e il computer della sua vicina di casa e eterna amica, con cui ha condiviso tutti i titoli più memorabili della sua infanzia. I videogiochi rimangono la sua passione e spera che, un giorno, possano essere anche il suo lavoro.

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