“That Dragon,Cancer”: la fede religiosa…nei videogiochi?

Un argomento curioso da associare al mondo dei videogiochi: quello della religione, in particolare la fede. Il videogioco That Dragon, Cancer è simbolo di un piccolo aumento di attenzione del medium nei confronti di un argomento complesso.

Far Cry 5 ci ha da poco mostrato una setta religiosa composta da pazzi fanatici, Outlast ci presenta un “prete” disposto al sacrificio umano, per non parlare della distorsione di simboli e valori cristiani in altri videogiochi horror (basti pensare a Lucius) oppure della loro parodia in giochi come The You Testament . Quello della religione è un tema che non sembra essere tenuto in gran considerazione dagli sviluppatori, se non per dare più sapore (comico o terrificante) al contenuto dei titoli.

Le discussioni sulla fede e sulla spiritualità sono difficili da trovare nel mondo dei videogiochi” dice Jason Imms, giornalista di videogiochi. “Il tono di molti titoli è spesso quello tipico dell’agnosticismo e dell’ateismo, e quando l’argomento si fa spazio, si tratta sempre di una visione superficiale.”

Nel 2016, però, un gioco autobiografico ha reso protagonista la fede cristiana: That Dragon, Cancer racconta di Ryan e Amy Greene e della perdita del loro figlio Joel dopo quattro anni di lotta contro il cancro. Ryan Greene vedeva la vita del figlio come un miracolo, e il medium videoludico gli ha permesso di far vivere ai giocatori quell’amore e quelle sensazioni che lui e la moglie hanno provato, non esclusa la loro fede cristiana durante la malattia del bambino.

Discussioni sulla maggiore efficacia della scienza rispetto alla religione in casi come quelli del piccolo Joel sembrano scontati, ma forse non è questo il punto: la religione, qualsiasi opinione si abbia di essa, è ancora parte della nostra cultura e del nostro presente, e come tale sarebbe bello vederla rappresentata e interpretata dal medium videoludico. Specialmente per chi (come la sottoscritta) fa parte di quella schiera di agnostici o atei, poter provare attraverso il videogioco in (quasi) prima persona cosa significa credere e avere fede sarebbe un’esperienza stimolante e interessante.

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Fiorentina datata 1993, mi piacciono le correnti artistiche del Surrealismo e del Romanticismo, i romanzi gotici del diciannovesimo secolo, i film horror e i classici in bianco e nero, i viaggi nel Nord Europa e i videogiochi – Warning: nessuna di queste passioni prevale sulle altre.

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