L’autismo si conosce e gestisce grazie al Kinect

La periferica Microsoft, ritenuta un plus inutile dalla maggioranza dei videogiocatori, si è rilevata in realtà molto importante per gestire i bambini affetti da autismo.

Una start-up italiana, la FifthElement, ha accolto la sfida di innovare la terapia per bambini autistici utilizzando la tecnologia. Grazie al programma sviluppato dal team, il Kinect diventa per il bambino un metodo di apprendimento. I progressi del bambino possono essere controllati dai genitori o dai medici tramite un app.

Il metodo Kinect per l’autismo non è stato ideato solo da noi italiani: una scuola nella periferia di Washington negli Stati Uniti, ha equipaggiato le sue aule con tante Xbox munite di Kintect.

“Gli scolari autistici hanno bisogno di un approccio cinestetico. Il fatto di muoversi, di spostare il proprio corpo dà loro sensazioni diverse rispetto a quelle di altre strategie utilizzate finora”.

Spiega Lynn Keenan, psicologa comportamentale.

Insomma, come già abbiamo ribadito più volte nei nostri articoli, il videogioco non è da demonizzare; l’utilizzo di una tecnologia adibita al gioco può avere molteplici utilizzi, sta a noi esseri umani avere la coscienza di utilizzarli nella maniera più corretta e consona (senza dimenticarci di divertirci!)

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Nata a Torino nel 1994, si appassiona sin da bambina ai videogiochi. Non possedendo nessuna console, la Sofia di cinque anni si destreggiava tra i cabinati in sale giochi nel suo paese e il computer della sua vicina di casa e eterna amica, con cui ha condiviso tutti i titoli più memorabili della sua infanzia. I videogiochi rimangono la sua passione e spera che, un giorno, possano essere anche il suo lavoro.

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